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BLADE VIOLENT / I VIOLENTI - recensione

Titolo: BLADE VIOLENT / I VIOLENTI
Titolo originale: Blade Violent
Regia: Bruno Mattei
Interpreti: Laura Gemser, Gabriele Tinti, Lorraine De Selle, Franca Stoppi, Ursula Flores, Francoise Perrot, Maria Romano, Antonella Giacomini
Anno: 1983

In un carcere femminile la direttrice e le secondine sadiche si sfogano sulle detenute. L'arrivo di un gruppo di criminali cambia le cose (in peggio!).

 

In una prigione per sole donne, le cose procedono secondo le più classiche regole del genere w.i.p: le detenute lesbicheggiano, la direttrice ha un caratteraccio e la sua aiutante è incaricata di punire le ragazze che disobbediscono. All'interno c'è Emanuelle (la Gemser), un' innocente finita in prigione per colpa di un politico che voleva sbarazzarsi di lei. Nel penitenziario nascono rivalità e scaramucce fra le prigioniere, che spesso sfociano in vere e proprie ondate di violenza.

 

L'equilibrio malato di quell'ambiente è però destinato a cambiare con rapidità, quando un gruppo di stupratori assassini destinati alla sedia elettrica, viene trasportato nella prigione sotto la direzione della direttrice che, momentaneamente, deve tenerli a bada in attesa della nuova destinazione.

 

Accade però l'irreparabile: i criminali riescono a prendere possesso della situazione e, dopo aver fatto fuori secondini e sorveglianti cominciano a sfogarsi sulle detenute, scorrazzando liberamente fra le celle della prigione e dando via libera ai peggiori istinti sessuali sulle ragazze. Ora dopo ora le cose peggiorano, finché la situazione implode in un bagno di sangue inaudito.

 

Questo film delirante diretto da Mattei e Fragasso (alla seconda unità di regia) inizia come un qualsiasi film ambientato in un carcere femminile, per poi cambiare repentinamente registro. Passati una ventina di minuti, in cui vengono mostrate le condizioni delle ragazze dentro al carcere, la storia prende una piega completamente diversa rispetto a tante altre pellicole dalle tematiche simili.

 

Tanto per cominciare ci sono due sadiche per eccellenza (la direttrice Lorraine De Selle e la secondina Franca Stoppi), ma in BLADE VIOLENT c'è pure una banda di criminali che aggiunge carne al fuoco: non mancano morsi micidiali sul collo e donne rese inoffensive, destinate a soddisfare le voglie laide dei cattivoni.

 

ll banchetto sanguinario inizia presto e lo spettatore si accorge che il nostro Bruno Mattei stavolta ha intenzione di fare davvero sul serio: turpiloquio continuato (espressioni raffinate tipo "sporca negra" alla Gemser) e parolacce assortite, stupri, una lametta infilata nella vagina che evira il malcapitato che ci mette dentro il pene e una roulette russa, in cui una ragazza si fa saltare la testa con un colpo, con il cervello che schizza direttamente in faccia a Gabriele Tinti. E' la sagra del trucido...

 

Rispetto al film gemello Violenza In Un Carcere Femminile, con lo stesso cast e la stessa produzione, BLADE VIOLENT è sicuramente più dozzinale e malato: l'altro è girato meglio, ma a conti fatti qua ci si diverte di più. Un'ora e venti di nefandezze e crudeltà senza tregua, nudi, amplessi, sangue e volgarità da scaricatori di porto: perfino la presenza della Gemser passa in secondo piano di fronte alla quantità di orrori presenti. Da recuperare. Divertimento assicurato per gli amanti dell'exploitation più viscerale!



scritto da: Kino Glam


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