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ZOMBI 3 - recensione

Titolo: ZOMBI 3
Titolo originale: Zombi 3
Regia: Lucio Fulci
Interpreti: Deran Sarafian, Beatrice Ring, Ottaviano Dall'Acqua, Massimo Vanni, Marina Loi, Ulli Reinthaler, Deborah Bergamini, Luciano Pigozzi, Mike Monti
Anno: 1988

Un'epidemia trasforma gli esseri umani in zombi. Tra violenza e agguati, le forze armate cercano di affrontare il contagio.

 

Alcuni scienziati hanno realizzato un virus per scopi non troppo precisi (guerra batteriologica?). La valigetta contenente il "Death One" (è questo il nome del composto chimico) viene però rubata e inizia così un pestilenziale contagio. La faccenda sembra seria, anche perché il Death One scatena una vera e propria pandemia.

 

Il virus si propaga principalmente attraverso il sangue, ma i veicoli d'infezione sembrano essere molteplici: le ceneri dei corpi bruciati rendono incredibilmente aggressivi anche gli uccelli, che a loro volta contribuiscono a gettare il panico e a far ammalare gli sventurati che vengono beccati dai volatili.

 

Un disastro insomma e, al solito, le forze armate usano la forza bruta anziché l'intelletto per fermare il contagio: l'ordine è sparare a vista a tutto ciò che si muove, mentre altre persone in mezzo ai morti viventi lottano per la vita, generando un vero e proprio bagno di sangue.

 

Senza entrare troppo nelle specifiche tecniche della pellicola (ci ha già pensato Nocturno con un'ampia disàmina), occorre ricordare che ZOMBI 3 deve essere preso per quello che effettivamente è, vale a dire un onesto e sincero prodotto di intrattenimento: da questo punto di vista il risultato si può dire riuscito.

 

ZOMBI 3 è stato diretto da Fulci, ma alcune sequenze sono state realizzate da Bruno Mattei (come ad esempio la scena degli uccelli che si risvegliano) e con sceneggiatura di Claudio Fragasso, ma pare che nel progetto fulciano originale, il film dovesse avere altre scene splatter. Pazienza, anche perché quello che si vede in ogni caso non è di poco conto.

 

Qualche ingenuità, dialoghi e recitazione non sempre al meglio indeboliscono l'insieme, ma c'è da dire che i trucchetti per tenere alta l'attenzione dello spettatore funzionano bene, così come gli effetti speciali purulenti e sanguinosissimi. Quello che semmai risulta un po' pesante è il contesto troppo anni '80, fin troppo evidente e decisamente datato. Inoltre, la colonna sonora fracassona e il d.j. che trasmette musica e parla alla popolazione mentre avviene il disastro, sono due elementi a parer mio "deboli", già obsoleti al momento della realizzazione della pellicola. 

 

Ma in ZOMBI 3 occorre guardare altro: la testa nel frigorifero che si anima e morde, la ragazza che viene tirata fuori dal laghetto senza gambe sono solo due esempi che dimostrano che, anche se con molte difficoltà, la voglia di osare c'era ancora. E comunque a funzionare meglio è la parte iniziale, dove assistiamo alle mutazioni epidermiche e caratteriali degli sventurati che, per primi, si trovano a dover fare i conti con la minaccia batteriologica.

 

Merita una visione, ma evitando paragoni col precedente Zombi 2. In quel caso, si trattava di capolavoro, qua siamo alle prese con un'ora e mezzo di sano divertimento.



scritto da: Federico Lazzeri


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