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ZOMBI 2 - recensione

Titolo: ZOMBI 2
Titolo originale: Zombi 2
Regia: Lucio Fulci
Interpreti: Tisa Farrow, Ian McCulloch, Al Cliver, Olga Karlatos, Richard Johnson, Auretta Gay, Stefania D'Amario, Ugo Bologna
Anno: 1979

Una battello apparentemente disabitato approda in un porto di New York. Quando la Polizia si reca all'interno per capire chi possa essere il proprietario, viene rinvenuta una situazione di totale degrado, con carne marcia che imputridisce e sporcizia varia. Dopo poco, un agente viene aggredito e morso da uno zombi che risiedeva all'interno.

 

La figlia del proprietario del battello (Tisa Farrow) decide di fare chiarezza, anche perché non vede suo padre da svariati mesi, cioè da quando è partito, senza più tornare, alla volta di un'isoletta caraibica. Arruolato un giornalista e altre due persone che si offrono di darle un passaggio, la ragazza arriva coi suoi compagni di viaggio nell'isola incriminata, ma lo scenario è desolante: i morti resuscitano e aggrediscono i vivi, mentre uno pseudo scienziato (Richard Johnson) cerca di studiare il fenomeno per poter risalire alla causa. Da quel momento per tutti ha inizio un'esperienza allucinante, ignorando che il contagio è destinato a propagarsi su scala mondiale...

 

Spettacolare e ferocissimo, ZOMBI 2 di Fulci è destinato a rimanere nella memoria degli horrormaniaci di tutto il mondo. Tantissime le sequenze memorabili e splatter, realizzate dai grandissimi Giannetto De Rossi (al sangue) e Rosario Prestopino (al make up). Tanto per cominciare, come dimenticare la battaglia fra uno zombi subacqueo e uno squalo? Scena realizzata giusto per amore di spettacolo e non certo per dovere di sceneggiatura, che infatti lascia basìti perché totalmente inaspettata.

 

E che dire di Olga Karlatos che muore con una stecca di legno che le devasta un occhio? Solo per queste due scene il film è destinato all'immortalità, ma Fulci non si ferma qua e esagera: crani spappolati, giugulari recise con fiumi di sangue e cadaveri pieni di vermi che risorgono, danno a ZOMBI 2 un impatto visivo altissimo.

 

Per finire in bellezza, c'è il tocco di genio nell'epilogo, che proietta l'opera del regista romano nell'immaginario collettivo di qualsiasi cinefilo che possa definirsi tale. Dimenticatevi il ritmo e il montaggio dello Zombi di Romero, qua il registro è all'opposto: la storia procede lenta, con un taglio cimiteriale che emana morte in ogni fotogramma, per esplodere all'improvviso in un delirio di orrori. Fulci esplora le tradizioni voodoo, le smonta e le ricostruisce con un senno che solo molti anni dopo gli verrà (giustamente) riconosciuto.

 

Bel cast, c'è anche un'apparizione di Ugo Bologna e un cammeo del regista. Imperdibile.



scritto da: Federico Lazzeri


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