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CABIN FEVER - recensione

Titolo: CABIN FEVER
Titolo originale: Cabin Fever
Regia: Eli Roth
Interpreti: Jordan Ladd, Rider Strong, James DeBello, Cerina Vincent, Joey Kern, Arie Verveen, Robert Harris, Matthew Helms
Anno: 2002

Una terribile malattia colpisce un gruppo di ragazzi. Occorre isolare chi presenta i sintomi del contagio.

 

Il solito gruppetto di teenagers si appresta a passare qualche giorno di villeggiatura in una baita, da qualche parte del bosco. Le cose partono nella maniera più classica e con le situazioni tipiche di qualsiasi slasher: amplessi, canne, storie dell'orrore raccontate di notte attorno al fuoco e via dicendo. Nei paraggi però si aggira un uomo con delle ferite purulente in tutto il corpo, colpito da una strana e contagiosissima malattia.

 

Va da sé che, un po' per volta, il terribile morbo colpisca i componenti del gruppetto che, per bloccare il diffondersi del contagio, mettono in quarantena i compagni che ne presentano i sintomi (ferite sul corpo e pelle che marcisce). Pare che il virus sia stato portato dall'acqua e a fronte della situazione che in poco tempo precipita del tutto, il più audace cerca aiuto presso una stazione di benzina nei paraggi. Ma le cose non vanno per il verso giusto, anche perché nessuno sembra abbia voglia di aiutare dei malati contagiosi...

 

Esordio di Eli Roth che divise il pubblico in due: da una parte, qualcuno non gradì troppo e bollò il film come un'ennesima stupidaggine adolescenziale, ma ci fu anche chi invece apprezzò il progetto. C'è da dire che la storia non presenta elementi particolarmente originali, ma è altresì vero che la vicenda è ben raccontata e, nell'ambito dei teen movie (perché di questo si tratta) abbiamo visto ben di peggio. Quello che funziona meglio è il taglio del film veloce e scattante, con abbondanti dosi di ironia e effetti speciali repellenti al punto giusto.

 

Per certi versi, CABIN FEVER potrebbe essere letto come una parodia dell'horror adolescenziale, visto che Roth (altro punto a suo favore) parrebbe non prendersi troppo sul serio. Intendiamoci, il film non è chissà cosa, ma già si intravede nella mano del regista un piglio notevole nel raccontare storie trucide, anche se la paura qua non è mai presente.

 

Battute fulminanti e siparietti che poco o nulla hanno a che vedere con la storia (il vecchio apparentemente razzista, il bambino esperto di arti marziali), aggiungono sapore a una pietanza semplice ma ricca di ingredienti gustosi. In definitiva, non cambierà la vostra vita, ma nel panorama desolante di un certo tipo di produzioni sarà in grado di farvi trascorrere un'oretta e mezzo di divertimento macabro.

 

Da recuperare.



scritto da: Kino Glam


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