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SPINA DEL DIAVOLO (LA) - recensione

Titolo: SPINA DEL DIAVOLO (LA)
Titolo originale: Espinazo Del Diablo (El)
Regia: Guillermo Del Toro
Interpreti: Eduardo Noriega, Marisa Paredes, Federico Luppi, Fernando Tielve, Íñigo Garcés, Irene Visedo, José Manuel Lorenzo
Anno: 2001

Guillermo Del Toro è un regista ben inserito nel circuito dei blockbusters hollywoodiani, forte di pellicole come Mimic, Blade II e Hellboy.  Incuriosisce trovare nel suo curriculum questo ESPINAZO DEL DIABLO, favola gotica che fonde la ghost story con l'affresco storico e concede qualcosina perfino a generi plateali come il western. Da vedere.

 

Un film ambizioso, prodotto da un'icona del cinema spagnolo come Pedro Almodovar nel 2001 e approdato tardivamente anche sui nostri schermi. A fare da sfondo alla truce vicenda è la Spagna durante la guerra civile; i protagonisti sono i ragazzini di un orfanotrofio e i loro tutori.

Lo spettatore si rende ben presto conto di come i risvolti soprannaturali siano abbastanza tenui: i fantasmi ci sono ma passano quasi in secondo piano rispetto alle tribolazioni che i giovanissimi pensionati e il loro medico (un volontario argentino che ha abbracciato la causa repubblicana) dovranno patire non già solamente a causa dei miliziani franchisti, ma anche per l'avidità di chi dovrebbe essere loro alleato e non si ferma neanche di fronte al delitto per raggiungere i propri fini.

Per cui la domanda “cos'è un fantasma”? offre tante possibili risposte; e ancora di più ci disturba domandarci perché gli spettri facciano tanta paura. Il Sospiroso, babau che terrorizza i ragazzi della colonia, si rivelerà una larva che ispira più compassione che orrore.

Eppure, la sua presenza ci inquieta: perché? Forse perché i fantasmi non rappresentano solo un passato colpevole che torna a perseguitarci, ma anche l'incapacità di imparare dai passati errori. Sarebbero altrettanto vendicativi gli spiriti dei trapassati, se i loro carnefici si pentissero e cambiassero vita?
Come spesso avviene in questo genere di racconti, il Sospiroso dovrà intervenire non solo per avere giustizia, ma per impedire all'assassino di compiere ulteriori malefatte.

Poco importa, dunque, che il fantasma sia una realtà tangibile o il frutto della superstizione popolare; è la cieca violenza degli uomini ad averlo creato. Non più semplice incarnazione del rimorso, ma monito per quanti continuano sulla strada della perdizione senza voltarsi indietro.

Non semplici spauracchi, ma guardiani che non permettono all'umanità di dimenticare. In un mondo malato e consacrato alla sopraffazione qual è il nostro (gli eventi narrati nel film appartengono al passato; ma sono tanti simili ad analoghe situazioni del nostro presente…), la possibilità che i fantasmi scompaiano per sempre si delinea più come una minaccia che una liberazione.



scritto da: Corrado Artale


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