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MORTE ACCAREZZA A MEZZANOTTE (LA) - recensione

Titolo: MORTE ACCAREZZA A MEZZANOTTE (LA)
Titolo originale: Morte Accarezza A Mezzanotte (La)
Regia: Luciano Ercoli
Interpreti: Susan Scott, Simon Andreu, Pietro Martellanza, Claudie Lange, Carlo Gentili, Ivano Staccioli, Luciano Rossi, Fabrizio Moresco, Claudio Pellegrini, Alessandro Perrella
Anno: 1972

Sotto l'effetto di un potente allucinogeno, una donna vede un delitto accaduto nel passato. Da quel momento un uomo misterioso la perseguita per ucciderla.

 

Valentina (Susan Scott) è una fotomodella che un giorno accetta di posare per un servizio sperimentale su Novella 2000. Sotto l'effetto di una droga, la donna viene intervistata per capire gli effetti e le visioni che scaturiscono dall'assunzione della sostanza. Durante il suo viaggio in acido, Valentina vede un orribile delitto accaduto sei anni prima: un uomo con un paio di occhiali da sole massacra una ragazza con un pugno di ferro acuminato.

 

Da quel momento in poi, la ragazza viene quotidianamente perseguitata dallo stesso uomo della visione che, per paura di essere identificato, cerca in tutti i modi di farla fuori. La Polizia non crede troppo alla sua versione dei fatti, visto che il racconto che la ragazza fa al commissario non sta in piedi, ma un po' per volta viene fuori una storia di criminalità e spaccio di droga, in cui la verità non è troppo facile da scoprire e dove persone molto vicino a Valentina hanno piani tutt'altro che limpidi...

 

Interessante thriller, sicuramente una spanna superiore al gemello La Morte Cammina Con I Tacchi Alti, sempre di Ercoli e con buona parte dello stesso cast. La vicenda corre su un doppio binario: tensione e ironia si fondono bene insieme e danno vita a una storia divertente, sceneggiata da Ernesto Gastaldi e Sergio Corbucci. Ci sono dei buoni personaggi che riescono a avere una bella parte: oltre alla bellissima Susan Scott (che però qua, a differenza del film gemello non si spoglia mai) vanno sicuramente segnalati Ivano Staccioli e Luciano Rossi, ottimo nella parte (guarda caso..) di un sadico psicopatico che ha l'odioso vizio di ridere sempre.

 

C'è poco sangue (giusto un mezzo massacro con un pugno di ferro), ma sono diverse le sequenze interessanti e ben costruite: gli attacchi del misterioso assassino che perseguita la Scott funzionano bene e la scena finale con la lotta sopra i tetti è violenta e tecnicamente valida. Stavolta le trovate comiche sono fortunatamente solo accennate (a differenza dell'altro film dove invece risultano fastidiose) e l'ironia che pervade la vicenda non svacca mai in siparietti patetici. Nel complesso quindi, possiamo considerare LA MORTE ACCAREZZA A MEZZANOTTE un buon giallo, che sarà apprezzato senza problemi da tutti gli amanti del thriller all'italiana.

 

Anche se ogni tanto ci sono delle cose che non stanno proprio al posto giusto (alcuni buchi nella sceneggiatura che rendono improbabile qualche sequenza) possiamo passarci sopra e goderci lo spettacolo che, anche se datato, può comunque risultare interessante sotto molti aspetti.



scritto da: Federico Lazzeri


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