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MUMMIA (LA) - recensione

Titolo: MUMMIA (LA)
Titolo originale: Mummy (The)
Regia: Terence Fisher
Interpreti: Peter Cushing, Christopher Lee, Yvonne Fourneaux, Eddie Byrne, Felix Aylmer, Raymond Huntley, George Pastell,Michael Ripper
Anno: 1959

Quando anche i remake diventano classici! C'è da dire che il film di Terence Fisher ha una struttura narrativa più complessa ed efficace dell'originale della Universal. Il ritmo però è quello che è. Inoltre le indimeticabili atmosfere gotiche della Hammer qui sono per ambientazione meno in evidenza. Un paio di scene riescono ancora oggi comunque a regalare qualche brivido.´╗┐

 

Uscito nel 1959, LA MUMMIA rientrava nei pacchetto di rivisitazioni che la Hammer aveva deciso di produrre acquistando i diritti dei calssici della Universal. Ben lontano, per la struttura della sceneggiatura, dall'originale con Boris Karloff, LA MUMMIA,  e assai più vicino ai tre remake degli anni '40 interpretati da Lon Chaney Jr. Girato in uno straordinario Technicolor curato da Jack Asher si rivelò un grandissimo successo per la celebre casa di produzione inglese, che vide i propri introiti moltiplicarsi in tutto il mondo.

Il film, scritto da Jimmy Sangster, conquistò anche l'Italia uscendo nelle sale dopo il gran successo di La Maschera di Frankenstein e Dracula Il Vampiro senza il divieto ai sedici anni. Anni dopo, proprio grazie all'assenza del divieto, LA MUMMIA divenne tra l'altro uno dei film dell'orrore più trasmessi dalle appena nate reti private.

Particolarmente solido, per quanto piuttosto lento nello sviluppo della vicenda, il film di Fisher vede Cristopher Lee completamente avvolto nelle bende, che interpreta una mummia assetata di vendetta, per altro piuttosto spaventosa e dall'iconografia indimenticabile. Il Make up fu curato da Roy Asthon (è  forse questa la mummia cinematografica ad essere ´╗┐entrata nell'immaginario occidentale) mentre Peter Cushing interpreta qui uno scienziato maledetto dal segreto dei faraoni.

Curiosità: gli occhi in primo piano di Lee nel momento in cui viene mummificato valgono davvero il prezzo del biglietto per la capacità di esprimere angoscia e terrore.

Curiosità numero 2: Sia per l'argomento trattato che soprattutto per la frequenza con cui negli anni hanno continuato a trasmetterlo in tv, il film in questione è ancor oggi in Italia un grande cult per tutti quelli che sono nati negli anni '70.

 

Curiosità numero 3: nato nel 1909 Roy Asthon faceva il cantante ed era quella la sua passione principale. Solo 1955 fu costretto a lasciare la carriera perché il lavoro di make up artist gli rendeva molto di più ed era quello che gli permetteva di vivere. Nonostante il successo ottenuto con i film della Hammer rimpianse sempre quella che lui riteneva la sua vera vocazione.

 



scritto da: Francesco Cortonesi


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