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TERRIFICANTE NOTTE DEL DEMONIO (LA) - recensione

Titolo: TERRIFICANTE NOTTE DEL DEMONIO (LA)
Titolo originale: Plus Longue Nuit Du Diable (La)
Regia: Jean Brismée
Interpreti: Erika Blanc, Jean Servais, Daniel Emilfork, Jacques Monseau, Lucien Raimbourg, Colette Emmanuelle
Anno: 1971

Una notte di terrore all'interno di un castello maledetto. Satana non è mai stato così seducente...

 

Un gruppo di persone in viaggio finisce per caso in prossimità di un antico maniero e, visto che nei paraggi non c'è traccia di alberghi, decidono di trascorrerci la notte. Il padrone del castello è un barone che li accoglie  e li sistema tutti in camere diverse. L'atmosfera che però aleggia fra quelle mura non lascia presagire nulla di buono, poiché varie persone nel corso dei secoli hanno perso la vita all'interno di quella magione. Poco dopo arriva una bella donna coi capelli rossi (Erika Blanc) che altro non è che la reincarnazione del Demonio e, uno alla volta gli ospiti del castello troveranno la morte, sedotti e ingannati dalla bella donna...

 

Ambientazione tra le più classiche per questa coproduzione italo-belga. LA TERRIFICANTE NOTTE DEL DEMONIO altro non è che un tardo gotico, girato in maniera diligente ma che non presenta nulla di nuovo o di particolarmente originale. La sceneggiatura, che prevede un gruppo di persone che trova la morte all'interno di un castello, è infatti simile a mille altre vicende già viste,

Erika Blanc ha una parte interessante, anche se il rossetto viola che le abbonda sulle labbra fa un po' effetto baraccone. L'unica invenzione degna di nota riguarda la morte dei malcapitati, che vengono uccisi traendo ispirazione dai classici vizi capitali: ecco quindi che il goloso ciccione di turno muore in una tavola imbandita e la donna avida del gruppo pagherà cara la sua sete di soldi (pare oltretutto che all'interno del castello il barone abbia trovato il modo di trasformare il piombo in oro...).

 

Niente di esaltante, ma anche se la carne al fuoco non è molta, quello che c'è si lascia guardare senza mai annoiare. Da segnalare una scena lesbo e le tette della Blanc, mostrate a un prete in modo ammiccante (ah, la lussuria...).

 

Per gli amanti del gotico di altri tempi merita una visione, in fondo s'è visto ben di peggio.



scritto da: Federico Lazzeri


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