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MONTAGNA DEL DIO CANNIBALE (LA) - recensione

Titolo: MONTAGNA DEL DIO CANNIBALE (LA)
Titolo originale: Montagna Del Dio Cannibale (La)
Regia: Sergio Martino
Interpreti: Ursula Andress, Claudio Cassinelli, Antonio Marsina, Stacy Keach, Franco Fantasia, Carlo Longhi
Anno: 1978

Orrori in Nuova Guinea, alla ricerca di un uomo scomparso.

 

Ursula Andress è una signora borghese, intenzionata a scoprire la verità sulla scomparsa del marito. Insieme al fratello (Antonio Marsina) e a un avventuriero ex collega del consorte (Stacy Keach), la donna si reca in Nuova Guinea per scoprire che fine abbia fatto. Dopo mille pericoli raggiungono una montagna avvolta nel verde che gode di pessima fama. La moglie scopre la verità, ma sotto c'è un inganno...

 

Una ricca produzione Dania (a sganciare i soldi è Luciano Martino, fratello di Sergio) che al cinema prese un divieto ai soli 14 anni. Questo a fronte del fatto che per decenni, LA MONTAGNA DEL DIO CANNIBALE è stato visto in versione censurata, sia in tv che altrove. Comunque, questo permise una maggiore affluenza di pubblico e il film di Martino incassò molto bene al botteghino. Il viaggio dei personaggi in Amazzonia è un puro pretesto per mettere nel piatto molti ingredienti, che alla fine formano un piatto saporitissimo e appagante.

 

Tanto per cominciare, Martino punta molto sulle tette e sul corpo della Bond-Girl Andress, dopodiché si passa subito al reparto macelleria, che si presenta ben fornito. Sono tantissime infatti le scene truculente e rivoltanti: teste mozzate, un uomo divorato da un coccodrillo, amputazioni, sanguisughe, indios che si nutrono di bacarozzi, teste sfracellate, un'evirazione, gente trafitta in trappole mortali e via discorrendo.

 

Ma, da buona (?) tradizione, c'è anche qualche animale che fa una brutta fine: un'iguana viene scuoiata e sbudellata e una scimmietta finisce stritolata da un anaconda. E per il gran finale, Martino ci riserva un paio di sorprese niente male: un'indigena che si masturba (con dettagli hard delle dita che entrano dentro la vagina) e un uomo che sodomizza un maiale. Può bastare?

 

La storia comunque funziona e LA MONTAGNA DEL DIO CANNIBALE si lascia guardare dall'inizio alla fine senza intoppi. Perfino lo squallore emanato dai personaggi e dalle situazioni (un nano che tortura Cassinelli per puro divertimento, tanto per dirne una) ha un fascino perverso che colpisce non poco.

 

Sicuramente da vedere, uno dei migliori cannibal-movie all'italiana mai realizzati.



scritto da: Federico Lazzeri


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