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MORTE DIETRO LA PORTA (LA) - recensione

Titolo: MORTE DIETRO LA PORTA (LA)
Titolo originale: Dead Of Night
Regia: Bob Clark
Interpreti: John Marley, Lynn Carlin, Richard Backus, Henderson Forsythe, Anya Ormsby, Jane Daly, Michael Mazes
Anno: 1974

Un ragazzo muore nella guerra in Vietnam, resuscita e torna a casa dalla famiglia.

 

Mentre una triste famiglia è in cucina, con la madre distrutta psicologicamente per l'assenza di suo figlio Andy, un uomo bussa alla porta e comunica una spiacevole notizia: Andy, partito per il Vietnam, è morto in guerra. Poco dopo però, qualcun altro si presenta a casa loro: è proprio Andy che, incredibilmente, è tornato. Qualcosa è però cambiato nel ragazzo: oltre ad apparire pallido e di poche parolè, Andy è affamato di carne viva e a farne le spese sarà dapprima il cane di famiglia e poco dopo, alcune persone a lui vicine che perderanno la vita. Le cose non sono più quelle di una volta è la verità da affrontare sarà terribile...

 

Dopo il capostipite degli slasher Black Christmas, Bob Clark affronta lo spettro del Vietnam (argomento ancora vivo e usato spesso nel cinema di genere di quegli anni) per mettere in piedi una storia giocata sull'atmosfera e sugli stati d'animo. Tantissimi i dialoghi e, più che all'azione, Clark è interessato alle sensazioni e all'empatia che scatta venendo a contatto con i personaggi della vicenda. L'orrore della guerra, di cui la famiglia è responsabile nei confronti dei figli che vengono mandati a morire, viene dilatato e costituisce la vera ossatura del film. Clark ce ne parla in maniera feroce e senza alcuna ipocrisia,

 

Il regista canadese dimostra un piglio creativo notevole: se è vero che in seguito farà divertire (e eccitare) intere generazioni coi ragazzacci di Porky's, qua veniamo spinti a riflettere e, nonostante ci sia uno "zombi", LA MORTE DIETRO LA PORTA non è propriamente un horror, ma un film sugli orrori della guerra. I personaggi sono tristi, scialbi, emanano un mix di rabbia e pietà, dirette conseguenze delle scelte sbagliate che hanno reso Andy uno zombi. Nel film di Clark il morto vivente non ha nulla a che vedere col voodoo o col soprannaturale, ma è il risultato dell'annullamento della personalità, dei sogni e della gioia di vivere. Difficile pensare a qualcosa di più nichilista.

 

Da vedere ma da valutare con attenzione: gli amanti dell'immediatezza del cinema horror potrebbero non gradire, per il sottoscitto, LA MORTE DIETRO LA PORTA è un film da non perdere e da diffondere alle nuove generazioni.



scritto da: Federico Lazzeri


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