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HUMAN NATURE - recensione

Titolo: HUMAN NATURE
Titolo originale: Human Nature
Regia: Vince D'Amato
Interpreti: Donny James Lucas, Cynthia Potvin, Dana McLoughlin, Tamara Pender, Kevan Ohtsji, Jerry Bannister
Anno: 2004

Un sadico tortura giovani ragazze nel garage di casa sua.

 

Un tranquillo e pacato impiegato di colore ha una vita apparentemente normale. Vive con la moglie e si diletta a riparare automobili. In realtà, l'uomo rapisce giovani ragazze e le tortura a morte nel suo garage, all'insaputa della moglie. Ma la donna nel finale, farà vedere che forse le cose non erano esattamente come sembravano.

 

Noiosissimo film semi amatoriale, girato senza soldi dentro una casa. Non che questi siano necessariamente dei difetti intendiamoci, ma in questo caso sembra di guardare un porno senza scene di sesso. Il ritmo, le inquadrature e i dialoghi sono più o meno allo stesso livello di una qualsiasi telenovela. Gli attori non recitano nemmeno, si limitano a chiacchierare e a dire le battute del copione.

 

In HUMAN NATURE c'è una lunga, tediosissima scena di tortura: per mezz'ora l'attore si diverte a dire stupidaggini e prova a fare il sadico, con un po' di sangue (fintissimo) che sgorga o schizza, mentre la moglie nell'altra stanza si diletta coi tarocchi.

 

Il motivo per cui possa essere realizzato un film del genere è fin troppo chiaro: ingannare qualche incauto noleggiatore. Poiché il costo di una porcheria del genere è bassissimo, comunque vadano le cose si mette in conto di tirare su un piccolo guadagno con chi (per sbaglio) ci si imbatte. Ritmo (?) soporifero, HUMAN NATURE è girato nello stesso modo in cui si potrebbe fare un filmino al nonno che balla in casa.

 

Viene anche millantato un fantomatico premio che sarebbe stato vinto per la migliore sceneggiatura, ma sarà vero? Dopo la visione di un film del genere (realizzato ovviamente per il mercato dvd), lo spettatore si sente preso in giro e truffato. E se qualcuno riesce a arrivare fino alla fine, si ritroverà con le palle cadute definitivamente per un finale veramente brutto e insensato.

 

Ispirato a una storia vera. Capirai...



scritto da: Federico Lazzeri


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