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MURDER OBSESSION / FOLLIA OMICIDA - recensione

Titolo: MURDER OBSESSION / FOLLIA OMICIDA
Titolo originale: Murder Obsession
Regia: Riccardo Freda
Interpreti: Stefano Patrizi, Martine Brochard, Henri Garcin, Laura Gemser, Anita Strindberg, Silvia Dionisio, John Richardson, Fabrizio Moroni
Anno: 1981

Omicidi e magia nera in un vecchio casolare di campagna.

 

Un uomo riceve una specie di messaggio telepatico che lo invoglia ad andare a trovare la madre malata (Anita Strindberg) che non rivede da anni. Si reca quindi a casa sua in una villa fuori mano, insieme alla fidanzata (Silvia Dionisio) e a una troupe cinematografica che sta girando un film. Le varie persone nella villa cominciano però a morire colpite da un assassino. La causa va ricercata nell'infanzia dell'uomo e nella follia che, segretamente, alberga nella mente malata della madre.

 

Riccardo Freda riprova, dopo molti anni, a costruire una storia con tutti gli elementi gotici tipici dei suoi film degli anni passati. Il suo errore più grande però è il voler mettere in piedi una storia improbabile che fa acqua da tutte le parti: si vogliono ricreare delle atmosfere gotiche senza avere elementi a disposizione per poter suggestionare il pubblico. Quindi, se è vero che si può fare di necessità virtù, in MURDER OBSESSION vengono mostrati attori che se ne vanno in giro con candelabri in mano (per richiamare il clima che si respirava nei suoi film di almeno vent'anni prima) usando la scusa che col temporale "è andata via la luce" all'interno della modernissima villa. C'è il cameriere con lo sguardo sospetto, personaggi che non la raccontano giusta e qualche intrigo nascosto. Insomma, tutto quello che caratterizzava il cinema di Bava, Margheriti e dello stesso Freda. Solo che qua siamo negli anni ottanta e i tempi sono cambiati e, la sensazione, è quella di vedere un film nato vecchio.

 

A questo aggiungiamo qualche nudo (della Gemser, della Dionisio e della Strindberg, che mette in mostra le sue tette fintissime), qualche effetto splatter (con trucchi pessimi) e una lunga scena onirica in cui la Dionisio si trova in mezzo a una messa nera minacciata da un ragno gigante (un pupazzo di plastica). L'atmosfera strana che si respira, dà comunque l'idea che nell'insieme MURDER OBSESSION non sia proprio da buttare.

 

Brutto ma curioso.



scritto da: Kino Glam


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