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INCUBO IN CORSIA - recensione

Titolo: INCUBO IN CORSIA
Titolo originale: Dead Pit (The)
Regia: Brett Leonard
Interpreti: Jeremy Slate, Cheryl Lawson, Stephen Gregory Foster, Danny Gochnauer, Geha Getz, Joan Bechtel, Mara Everett
Anno: 1989

Nonostante i bizzarri personaggi e un ritmo non proprio travolgente, INCUBO IN CORSIA è tutto sommato divertente e regala buone dosi di splatter, oltre ad una seconda parte con tanto di zombi dal discreto make up.
Appena uscito si rivelò un mezzo flop, oggi invece il film di Leonard è piuttosto amato.

 

Girato nel 1989, il film  a quanto pare vorrebbe rileggere il classico di Lovecraft Herbert West Rianimatore, ma da qualche parte è stato scritto che l'ispirazione proverrebbe addirittura da Il Colore Venuto Dallo Spazio. Tralasciando questa seconda (e improbabile) ipotesi, c'è da dire che anche rispetto al racconto con protagonista Herbert West, il film di Leonard ha ben poco a che vedere. Innegabile però che almeno le atmosfere a tratti inducano a pensare ai racconti del “Solitario Di Providence”.

INCUBO IN CORSIA si svolge quasi interamente all'interno di un ospedale psichiatrico. Qua facciamo la conoscenza di un medico folle intenzionato a rianimare i cadaveri, che viene però ucciso dal primario dell'ospedale e murato nei sotterranei insieme alle sue vittime. Alcuni anni dopo il medico si risveglia e comincia a far fuori i pazienti, intenzionato a portare a compimento il suo folle piano.
A combatterlo ci penserà sua figlia, ricoverata per presunte turbe mentali (e aiutata da un internato rinchiuso per improvvisi scoppi di ira) e una suora impazzita (sic!).

Non certo un capolavoro, ma si può vedere.

Curiosità: nel suo saggio "Eccitarsi Per l'Horror: Emozioni a basso costo", Joe R. Lansdale ha definito il film di Leonard "una schifezza"



scritto da: Francesco Cortonesi


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