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PORTE DELL'INFERNO (LE) - recensione

Titolo: PORTE DELL'INFERNO (LE)
Titolo originale: Hell's Gate
Regia: Umberto Lenzi
Interpreti: Barbara Cupisti, Pietro Genuardi, Giacomo Rossi Stuart, Paul Muller, Lorenzo Majnoni, Andrea Damiano, Gaetano Russo
Anno: 1988

Terrore, sangue e delitti. Protagonisti? Un gruppo di speleologi.

 

Un uomo sta cercando di battere il record di permanenza nel sottosuolo. All'esterno, un gruppo di speleologi lo osserva attraverso una telecamera a circuito chiuso.  A un certo punto però l'uomo invoca aiuto, dopodiché il collegamento con la superficie salta del tutto.

 

Il gruppo si appresta quindi a scendere nelle viscere della Terra per cercare di salvare il malcapitato. Agli speleologi si uniscono due universitari che vogliono dare una mano e sfruttare l'occasione per motivi di studio. Ben presto tutti si rendono conto di essere in trappola e di non poter più risalire in superficie. Uno alla volta, i membri del gruppo vengono uccisi. Attraverso iscrizioni trovate nei cunicoli, viene svelato l'arcano: sette monaci sono stati sepolti vivi nelle grotte con l'accusa di blasfemia e, visto che gli incauti speleologi sono finiti proprio sotto la chiesa che ospitava i loro corpi, beh... dovranno fare i conti col passato che ritorna.

 

Una modesta pellicola di Umberto Lenzi, tassello della serie Lucio Fulci Presenta. La storia poteva essere molto più interessante e suggestiva, se solo Lenzi avesse avuto più mezzi (e più soldi) per poterla realizzare. Purtroppo la tensione è sempre a livelli bassissimi e l'elemento claustrofobico, ottimo potenziale di ogni storia girata dentro le caverne è qui sfruttato malissimo.

 

A peggiorare la situazione c'è pure qualche momento trash. Il primo è quando salta fuori che una ragazza è stata uccisa perché considerata eretica in quanto Testimone Di Geova e, nel suo zaino, vengono trovati i famosi giornalini che tutti noi abbiamo avuto fra le mani almeno una volta ( La Torre Di Guardia e Svegliatevi ).

La seconda scena ridicola (attenzione spoiler!) è nel finale, quando il gruppo viene soccorso da finti minatori (in realtà i monaci sanguinari) che invece delle scarpe anti infortunistiche indossano sandali.

Completano il quadro due scene splatter (un cranio divelto e una fuoriuscita di un occhio dall'orbita), qualche teschio ricoperto di vermi, ragni assassini e petardi che scoppiano. Solo per i completisti dell'horror italiano, se lo evitate non vi perdete nulla.

 

Ultimo film di Giacomo Rossi Stuart.



scritto da: Federico Lazzeri


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