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CREEPSHOW 3 - recensione

Titolo: CREEPSHOW 3
Titolo originale: Creepshow 3
Regia: Ana Clavel & James Glenn Dudelson
Interpreti: Stephanie Pettee, Roy Abramsohn, Susan Schramm, Bunny Gibson, Matt Fromm, Brian Jacobs, Robert Gonzales
Anno: 2006

Cinque piccole storie, tra brividi (all'acqua di rose) e ironia.

 

Senza un preciso filo conduttore, il film è composto da cinque episodi, con personaggi e situazioni che si intrecciano senza soluzione di continuità in tutte le storie. La prima narra di un misterioso telecomando che ha il potere di cambiare l'aspetto fisico delle persone. A farne le spese è una ragazza che diventa mostruosa e non viene riconosciuta dalla propria famiglia. Il secondo segmento riguarda un uomo che acquista una radio usata. L'apparecchio comincia a dargli consigli (con voce femminile e provocante) e a dirgli come deve comportarsi. L'uomo entra in confusione, si ritrova invischiato in loschi traffici e finisce morto ammazzato.

 

Nella terza storia c'è una prostituta che in realtà è una serial killer che uccide i clienti. Uccide anche un giovane ragazzo che l'ha contattata telefonicamente per una notte di sesso, ma per lei arrivano però i guai, visto che il cliente è in realtà un mostro vampiro. Il quarto racconto riguarda due ragazzi che fanno la conoscenza della moglie del loro professore burlone. Convinti che la donna sia un robot creato dallo stesso professore, la smembrano e la squartano per cercare il tasto di spegnimento... La quinta storia è quella di un medico che si diverte a prendere in giro i suoi pazienti. Sempre per burla, un giorno uccide un barbone dandogli un hamburger avvelenato, ma lo spirito del mendicante torna a tormentarlo.

 

Fu un mezzo fallimento questo terzo capitolo della saga a episodi iniziata quasi trent'anni prima e ripresa in mano senza assoluta convinzione. Nell'operazione vengono ancora citati Stephen King e George Romero (responsabili dei primi due capitoli), ma stavolta i due esperti del brivido non c'entrano nulla. Le storie, oltre che a essere tutt'altro che originali, sono svolte nella più totale piattezza e senza il minimo piglio creativo, strappando ogni tanto qualche risata ma senza mai riuscire a far paura. Non ci sono nemmeno i disegni animati presenti nei primi due film della saga.

 

Un film adolescenziale da domenica pomeriggio, da guardare a tempo perso e di poco interesse, girato per il mercato dvd.



scritto da: Federico Lazzeri


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