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MOSCA 2 (LA) - recensione

Titolo: MOSCA 2 (LA)
Titolo originale: Fly 2 (The)
Regia: Chris Walas
Interpreti: Eric Stoltz, Harley Cross, Matthew Moore, Daphne Zuniga, Lee Richardson, Ann Marie Lee, Andrew Rhodes
Anno: 1989

Il destino infelice del figlio di Seth Brundle. Come il padre, anche lui è destinato a trasformarsi in un essere orribile.

 

Martin è un bambino apparentemente sano. Partorito dalla compagna di Seth Brundle (Geena Davis nel film di Cronenberg), presenta alcune caratteristiche fisiche particolari: a soli 5 anni ne dimostra venti di più, inoltre il suo quoziente intellettivo risulta infinitamente superiore a quello di qualsiasi altro essere umano. Il ragazzo viene tenuto sotto osservazione dal padre adottivo e da un gruppo di medici, che ne osservano i cambiamente giorno dopo giorno. Gli viene anche somministrato un potente farmaco, che dovrebbe bloccare una eventuale mutazione per impedirgli di fare la stessa fine del padre.

 

Anche la sensibilità di Martin nei confronti del sesso femminile è strana e una ragazza che si appassiona al suo caso, si affeziona a lui. La situazione degenera quando Martin comincia a notare dei cambiamenti nel suo corpo, ma soprattutto quando comincia a accorgersi che le persone che dicono di volergli bene non la raccontano giusta...

 

Deludente sequel del film di Cronenberg. Dopo il successo della prima pellicola, era prevedibile che qualcuno mettesse in cantiere un seguito per far proseguire la storia. A farlo è stato Chris Walas, responsabile degli effetti speciali del primo film (per i quali aveva preso un Oscar) che qua passa alla regia. Quello che ne viene fuori è una vicenda senza spessore, tirata per i capelli e che non appassiona mai. Anche stavolta ci sono degli ottimi effetti speciali (che comunque non riescono a essere così ripugnanti come nel primo film), ma ne LA MOSCA 2 è proprio la storia a non funzionare.

 

Gli interpreti appaiono sbiaditi e se nel film di Cronenberg tutto il cast era in grado di trasmettere emozioni, qua gli attori si limitano soltanto a interpretare la loro parte per portare a casa la pagnotta. LA MOSCA 2 arranca spesso, pieno com'è di dialoghi e di situazioni inutili che non portano da nessuna parte. Peccato, perché anche se Walas non è all'altezza di Cronenberg, il suo modo di girare non è certo pessimo. Quello che manca è lo spessore, l'emozione, il coinvolgimento. Spiace dirlo, ma ci troviamo di fronte a un mezzo fallimento. Ma più che altro, c'è da dire che La Mosca del regista canadese era un film che non aveva affatto bisogno di sequel.

 

Sceneggiatura (mediocre) di Mick Garris.



scritto da: Federico Lazzeri


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