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PER SEMPRE - recensione

Titolo: PER SEMPRE
Titolo originale: Per Sempre
Regia: Lamberto Bava
Interpreti: David Brandon, Gioia Maria Scola, Giuseppe Stefano De Sando, Roberto Pedicini, Urbano Barberini, Marco Vivio
Anno: 1988

Una strana presenza si insinua nella vita di una famiglia. La verità va cercata nel passato.

 

Due amanti (David Brandon e Gioia Maria Scola) uccidono il marito di lei per poterne ereditare il patrimonio. Anni dopo, insieme al figlioletto gestiscono una locanda in riva a un lago. Il passato sembra ormai sepolto e dimenticato ma una notte, alla porta si presenta un uomo che chiede di poter lavorare con loro e, un po' per volta, la misteriosa presenza si insinua nella loro vita, fa amicizia col bambino e dimostra di sapere molto di più di quello che dice. L'epilogo sarà tragico perché, prevedibilmente, lo sconosciuto è in realtà il marito che chiede vendetta (non lamentatevi per lo spoiler, lo si capisce dall'inizio). 

 

PER SEMPRE fa parte della serie "Brivido Giallo", quattro film televisivi diretti da Lamberto Bava e realizzati per la tv di Berlusconi. Dei quattro, questo è senza dubbio il migliore, con un'interessante sceneggiatura di Dardano Sacchetti che più volte ha ricordato come i soldi concessi per la realizzazione fossero pochi. Ci sono diverse scene in cui la tensione è alta e, la recitazione, è ben sopra la media dei prodotti televisivi di Bava, con  dei convincenti David Brandon e Urbano Barberini, insieme a una diligente Scola che non se la cava male, seppur molto più "scolastica"di loro.

 

Lo svolgimento della storia è lineare, senza sbavature inutili: la caratterizzazione dei personaggi è convincente e azzeccata e le sequenze oniriche finali sono abbondanti (e diciamolo, anche inquietanti). Le musiche di PER SEMPRE sono del bravo Simon Boswell (che già si era impegnato per Phenomena e Dèmoni 2), anche se stavolta non risultano particolarmente incisive. Bava rinuncia all'uso del sangue (non ce n'è una sola goccia) per concentrarsi su atmosfere, situazioni, inquietudini e visioni spettrali. Il risultato finale è buono e il film si guadagna un posto di rilievo nell'ambito delle varie produzioni televisive.

 

Uno dei migliori lavori del regista romano. Da riscoprire.



scritto da: Federico Lazzeri


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