a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 123




BLOODY PSYCHO - recensione

Titolo: BLOODY PSYCHO
Titolo originale: Bloody Psycho
Regia: Leandro Lucchetti
Interpreti: Peter Hintz, Louise Kamsteeg, Brigitte Christensen, Sacha Darwin, Nubia Martini, Anna Cerreto, Marco Di Stefano, Vassilli Karis, Paul Muller
Anno: 1988

Un terribile (vabè dai, fate finta di crederci) segreto si nasconde tra le mura di un castello.

 

Un pranoterapeuta, mentre si sta recando in un maniero per sottoporre una ricca signora a delle cure, ha una specie di visione sanguinaria: una mano che accoltella una donna. Arrivato al castello, si trova coinvolto in una strana atmosfera fatta di omertà, paura e ansia. Intanto, varie persone muoiono in modo sanguinoso, uccise da una specie di scheletro putrescente su una sedia a rotelle. A rischio della propria vita, il giovane ragazzo comincia a indagare per scoprire la verità.

 

Davvero brutto questo film della serie "Lucio Fulci Presenta". La scarsità dei mezzi si vede troppo e influisce non poco su una storia che vorrebbe essere troppo ambiziosa senza poterselo permettere. In BLOODY PSYCHO, quasi tutto è sbagliato: inquadrature a caso (con insistiti primi piani sui piedi del protagonista), recitazione pacchiana e risibile, situazioni che vorrebbero essere intriganti ma che risultano grottesche (una paralitica si fa visitare dal pranoterapeuta e cerca di sedurlo facendosi trovare pronta sul letto con la biancheria intima!).

 

C'è qualche scena splatter che, ogni tanto, fa risalire (di poco) l'interesse per questa vicenda che scorre con fatica: un uomo viene sgozzato dalla ruota di una sedia a rotelle, a una donna viene strappata la lingua da una mano mostruosa in un lavatoio. Poca roba, ma almeno un po' di splatter è assicurato...

 

La scelta peggiore in assoluto è stata quella di inframezzare la vicenda con scene di sesso completamente fuori luogo: assistiamo a un coito disgustoso con spargimento di yogurt che, oltre a non eccitare nessuno, rende la storia ancora più ridicola. Un'altra scena improponibile è quella che ci mostra il protagonista che fa yoga davanti allo specchio.

 

Preso atto di questo, è impossibile prendere sul serio una storia che non ha praticamente motivi di esistere. L'unica cosa appena passabile è qualche suggestione data dai meandri e dalle stanze del castello (intendiamoci, l'impatto gotico è ai minimi termini).

 

Nel cast, segnalo Sacha Darwin, presenza di fiducia nelle pellicole di questa disgraziata serie, Paul Muller, il famoso megadirettore di Fantozzi e Vassilli Karis.



scritto da: Kino Glam


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