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DEVIL GIRL FROM MARS - recensione

Titolo: DEVIL GIRL FROM MARS
Titolo originale: Devil Girl From Mars
Regia: David MacDonald
Interpreti: Patricia Laffan, Hugh McDermott, Hazel Court, Peter Reynolds, Adrienne Corri, John Laurie
Anno: 1954

Piccolo “invasion-movie” britannico con protagoniste la bella Hazel Court e la sensuale Patricia Laffan. Girato al risparmio ma con un solido cast, merita una visione.

 

Nella scozia rurale, alcune persone si ritrovano bloccate all’interno di una pensioncina, costrette alla forzata permanenza da una aliena, il cui disco volante è in attesa di venir riparato dal suo robot factotum. Gli intenti della “diavolessa” spaziale sono quelli di portare esemplari maschili sul suo pianeta di provenienza (Marte) per scopi riproduttivi. Durante la prigionia, gli umani cercano ripetutamente di sabotare il piano della donna che, per dimostrare il suo immenso potere, gli scaglia contro il suo automa armato di un potente raggio distruttore.

 

Prodotto dai fratelli Danziger, DEVIL GIRL FROM MARS è un piccolo film di fantascienza britannico, dal budget evidentemente limitato ma dotato di una certa verve, dovuta soprattutto ai brillanti dialoghi. La sceneggiatura è poca cosa e per arrivare al metraggio necessario, assistiamo a lunghe e noiose passeggiate nella brughiera scozzese.

 

David MacDonald (che chiuderà la sua carriera lavorando nella televisione britannica in serie come The Veil, presentata da Boris Karloff) dirige ottimamente il cast, affidandosi alla bravura e professionalità degli attori e lasciando emergere le origini teatrali del testo.

 

La parte debole la fanno i modesti effetti speciali, anche se alcune inquadrature (soprattutto la prima volta che gli attoniti protagonisti vedono aprire la porta del disco volante) sono ben realizzate, ma è soprattutto il ridicolo look del robot (che ricorda gli scatoloni dei serial degli anni ‘20/’30) che finisce per minare la credibilità della pellicola.

 

Da notare, come montatore del suono, la presenza di Gerry Anderson, futuro personaggio di spicco nel mondo della televisione britannica con le sue serie di pupazzetti e con la produzione di UFO e Spazio 1999.



scritto da: Michael Wotruba


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