a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 123




ARCANA - recensione

Titolo: ARCANA
Titolo originale: Arcana
Regia: Giulio Questi
Interpreti: Lucia Bosè, Maurizio Degli Espositi, Tina Aumont, Renato Paracchi, Gianfranco Pozzi, Giovanni Ricci, Dario Vigano
Anno: 1972

Una sedicente sensitiva innesca un meccanismo diabolico fatto di deliri e suggestioni.

 

A Milano, una donna di origini meridionali vive in un appartamento col figlio. I due emigrarono dopo la morte del capofamiglia e, per aumentare le entrate, la donna si dà alla cartomanzia, ricevendo in casa sua creduloni e ingenui. Al figlio, incuriosito dall'attività della madre, sfugge fino a che punto la mamma prenda in giro i clienti o abbia invece effettive potenzialità magiche. Segretamente, il ragazzo comincia a creare reali malefici e incantesimi, entrando in una dimensione ipnotica. Dopo una serie di strani rituali che attirano l'attenzione delle persone circostanti, il figlio diventa vittima dei suoi inaspettati poteri occulti. Un destino avverso è in agguato...

 

Strano film di Giulio Questi, autore sperimentale fuori da qualsiasi schema. Una pellicola poco vista e mal distribuita, che per anni è stata bramata dagli appassionati dell'underground di mezzo mondo. Lucia Bosé è la sensitiva, ottima nella sua parte e capace di comunicare con sguardi e gesti. In una delirante scena, la vediamo tirar fuori rane vive dalla bocca durante un rituale magico.

La parte del figlio è affidata a Maurizio Degli Espositi, affascinante, sensuale e misterioso e un applauso va anche alla splendida Tina Aumont. La sceneggiatura è del folle e geniale Franco Arcalli, che realizza un allucinante viaggio mentale proiettando la cultura e le credenze meridionali nella periferia milanese. Lo score lisergico, perfettamente in linea con la vicenda è di Berto Pisano. Non è propriamente un horror e non è nemmeno un film sulla stregoneria in senso stretto, ma è semmai un' opera che mescola psicologia, superstizione e effettivi poteri occulti.

Il cinema di Questi è poetico, spiazzante, spaventoso e pieno d'amore viscerale nella rappresentazione degli stati d'animo che influenzano la vita e gli eventi. Si potrebbe prendere questa pellicola come un monito, un invito a non oltrepassare i limiti che ci sono stati assegnati , pena il conto salato da pagare a noi stessi e agli altri.

Tassativo il recupero.



scritto da: Federico Lazzeri


comments powered by Disqus