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VENERDÌ 13 / IL TERRORE CONTINUA - recensione

Titolo: VENERDÌ 13 / IL TERRORE CONTINUA
Titolo originale: Friday The 13th: A New Beginning
Regia: Danny Steinmann
Interpreti: Anthony Barrile, Corey Feldman, Suzanne Bateman, Dominick Brascia, Tiffany Helm, Shavar Ross, John Shepherd, Dick Wieland
Anno: 1985

Quinto capitolo della saga “slasher”. Il regista abbonda sul numero dei cadaveri ma non si preoccupa di creare la minima tensione necessaria. Da qui molta noia e poco interesse alla vicenda. Ma il peggior tradimento è l’assenza di Jason.



Tommy Jarvis (dopo aver ucciso Jason nel 4° capitolo della saga) cresce con problemi psicologici e viene ospitato in un centro per ragazzi che soffrono di problemi mentali. Dopo che uno dei pazienti in cura uccide con una scure un altro giovane, ha inizio una serie di atroci delitti che sembra portare la firma del terribile assassino.

 

Ma in realtà si tratta solo di una copertura, che consente al reale omicida di portare a compimento la sua vendetta (è uno dei capitoli con il più alto numero di morti della serie). Tolto il prologo (con il ritorno di Corey Feldman) il resto della pellicola è un pretesto per mostrare allo spettatore il maggior numero di tette e omicidi al sangue possibili, con la conseguenza di provocare una saturazione che elimina ogni minima tensione e interesse nei personaggi, poco più che abbozzati e funzionali solo alla mattanza.

 

Il regista Steinmann cerca rifugio in ogni possibile cliché e, con le sue modeste qualità artigianali, non riesce minimamente a evitare un brutto capitombolo alle vicende di Jason Voorhees, che qua non è nemmeno presente.

 

Trascurabile.



scritto da: Michael Wotruba


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