a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 123




EMANUELLE E GLI ULTIMI CANNIBALI - recensione

Titolo: EMANUELLE E GLI ULTIMI CANNIBALI
Titolo originale: Emanuelle E Gli Ultimi Cannibali
Regia: Joe D'Amato
Interpreti: Laura Gemser, Gabriele Tinti, Monika Zanchi, Susan Scott, Donald O'Brien, Anna Maria Clementi, Percy Hogan
Anno: 1977

Micidiale mix di sesso e sangue, con protagonista la sensuale Laura Gemser.

 

Dopo aver letto una didascalia che specifica che la vicenda si basa su fatti reali (il che non è ovviamente vero), assistiamo a un fatto di sangue che apre le danze e ci mostra subito la caratura della pellicola. In una clinica per malati mentali una paziente stacca una tetta a un'infermiera con un morso.

 

In seguito a una serie di ricerche, la giornalista Emanuelle apprende che l'istinto cannibale della ragazza ha origini lontane: uno strano tatuaggio la ricollega infatti a una tribù dell'Amazzonia. Fatta la conoscenza di un antropologo, viene organizzata una spedizione che si troverà in mezzo a mangiatori di uomini, personaggi ambigui e situazioni perverse. La bella fotoreporter si ritrova ben presto in una girandola dove sesso e sangue si mescolano, per dar vita a uno spettacolo che piacerà a tutti gli amanti delle stranezze in celluloide.

 

Un bel cast, ottimamente assortito, è al centro di torridi amplessi e mutilazioni. Oltre alla Gemser e a Gabriele Tinti, ci sono una scatenatissima Monika Zanchi con tendenze lesbo (e particolarmente ferrata nell'autoerotismo) e Anna Maria Clementi (famosa per i primi spettacoli di spogliarello nelle tv private dei tempi che furono) nel ruolo di una suora. C'è poi una coppia perversa formata da Donald O'Brien (nella parte di un impotente frustrato) e dalla moglie Susan Scott (una viziosa avida di sesso e soldi).

  

In EMANUELLE E GLI ULTIMI CANNIBALI ci sono tutti gli elementi più importanti dell'exploitation: una storia palesemente falsa spacciata per vera, un filmino in Super 8 a cui assiste la protagonista girato in maniera "sgranata" per portare lo spettatore a pensare che potrebbe trattarsi di realtà (ce n'era uno anche nel precedente Emanuelle In America) e poi sesso (tanto), sangue (parecchio) e clima generale di perversione. Gli attori poi funzionano tutti bene e il film non ha punti morti o rallentamenti.

 

Notevole l'apporto della colonna sonora del sempre ottimo Nico Fidenco, un autore davvero poliedrico capace di realizzare canzoni d'amore, ritornelli infantili per sigle di cartoni animati e colonne sonore di film pornografici. Chi ha voglia di passare un'ora e mezza di divertimento morboso può tranquillamente salire a bordo. Uno dei migliori film del grande Joe D'Amato.



scritto da: Federico Lazzeri


comments powered by Disqus