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TERRORE VIENE D'OLTRETOMBA (IL) - recensione

Titolo: TERRORE VIENE D'OLTRETOMBA (IL)
Titolo originale: Momia Azteca Contra El Robot Humano (La)
Regia: Rafael Portillo
Interpreti: Ramon Gay, Rosa Arenas, Crox Alvarado, Arturo Martínez, Emma Roldan,Luis Aceves Castaneda
Anno: 1958

Quando una mummia è troppo potente, per sconfiggerla ci vuole inventiva: che ne dite di un robot di latta con cervello umano?

 

Dopo le varie vicissitudini dei capitoli precedenti, apprendiamo che la mummia azteca ha vagato nel tempo e nello spazio per trovare, una volta per tutte, un posto dove riposare in eterno. Naturalmente tiene con sé il tesoro ambito da tutti e i soliti cattivoni sono già in rampa di lancio per sottrarglielo.

 

A questo punto ci vuole un'idea per sconfiggere la mummia, visto che i tentativi passati sono tutti falliti. Al tal proposito, viene creato un robot con annesso cervello umano per fronteggiare il mostro (formato da due cubi di latta, un paio di molle e un po' di lampadine che si accendono e si spengono a intermittenza, tipo albero di Natale). Qualcuno riuscirà stavolta a impossessarsi del tesoro?

 

IL TERRORE VIENE D'OLTRETOMBA è guardabile solo considerando la sua breve durata: appena un'ora (alla quale va sottratta la prima mezz'ora che mostra i flashback delle imprese già viste). La curiosità per questa pellicola (al minimo, intendiamoci) riguarda soltanto la creazione del robot, che a conti fatti rappresenta l'unico punto innovativo. Ci troviamo infatti di fronte a un esempio di cinema poverissimo, che al momento della sua uscita funzionava soltanto nei cinema di terza e quarta visione, per un pubblico di bocca buona.

 

Se nei primi due capitoli ci potevamo avvicinare a questa vicenda con un minimo di curiosità, stavolta ci rendiamo conto (nostro malgrado) che non rimane molto altro da aggiungere a una mini saga che mostrava segni di stanchezza già all'inizio. Il cast, per giunta, è lo stesso degli altri episodi.

 

Così, il trittico della mummia azteca risulta tirato per i capelli e offre un soggetto che poteva andare bene per un unico lungometraggio. Invece, con un paio di elementi in croce i produttori ci hanno tirato fuori tre film. Solo per veri appassionati, gli altri possono evitare tranquillamente.



scritto da: Federico Lazzeri


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