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LUNA DI SANGUE - recensione

Titolo: LUNA DI SANGUE
Titolo originale: Luna Di Sangue
Regia: Enzo Milioni
Interpreti: Jacques Sernas, Zora Kerowa, Annie Belle, Pamela Prati, Barbara Blasco, Giuseppe Morabito
Anno: 1988

Torbide vicende (talmente torbide che nessuno ci ha capito niente) in un casolare di campagna. Tra morti che ritornano e altri colpi di scena, una vicenda con un ritmo che sembra una telenovela al rallentatore, che racconta le vicende di una donna uccide il marito bucandogli la testa con un colpo di pistola. Poco tempo dopo, un uomo uguale in tutto e per tutto al morto bussa alla porta e si presenta alla moglie dicendole che è tornato.

 

Il film fa parte della serie "Lucio Fulci Presenta" (otto film in tutto). Senza ombra di dubbio il film più brutto del lotto. La trama ricorda molto "La Donna Che Visse Due Volte", in realtà siamo di fronte a una pellicola che non ha motivi d'interesse. A dirigerlo è Enzo Milioni, regista non troppo prolifico che alla fine dei '70 si era ritagliato una fetta di fans dirigendo Barbara Magnolfi in "La sorella Di Ursula".

 

La vicenda si snoda (anzi, si annoda) attraverso l’incrociarsi dei vari personaggi. C'è la segretaria del marito ucciso (Zora Kerowa, che finisce il suo percorso con la faccia distrutta tra i vetri di una finestra), lo stalliere di famiglia che ha un rapporto incestuoso con la figlia muta e viziosa (Jessica Moore, uccisa con un colpo di pistola mentre pratica una fellatio al babbo!) e Pamela Prati (in un ruolo insignificante e inutile) che va a far visita agli abitanti della casa (probabilmente reclutata per mettere il suo nome nel manifesto del film).

 

Tanto per aggiungere un po' di carne al fuoco a una vicenda che non ha alcun vero motivo d'interesse, arriva anche Annie Belle nel ruolo di un'attrice che finisce decapitata (senza un vero perché) da una falce. La trama inutilmente complicata farebbe pensare al classico complotto per far impazzire la protagonista, ma ci sono talmente tante lacune nello svolgimento che gli attori arrivano al punto di spiegare l'evoluzione della storia, per fare in modo che lo spettatore possa capirci qualcosa.

 

E' tutto men che mediocre: fotografia, sceneggiatura, dialoghi e recitazione. Ok, c'è qualche effetto splatter abbastanza cruento e un po' di nudità per chi è di bocca buona, ma di certo non basta a rendere interessante un progetto sbagliato in partenza.

 

Siete quindi avvertiti: anche i trashisti più accaniti resteranno delusi, così come i fans della Prati e di Annie Belle, visto che la sensualità qua non è di casa.



scritto da: Federico Lazzeri


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