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NIGHTMARE - recensione

Titolo: NIGHTMARE
Titolo originale: Nightmare On Elm Street (A)
Regia: Samuel Bayer
Interpreti: Jackie Earl Haley, Kyle Galper, Rooney Mara, Katia Cassidy, Thomas Decker, Kellan Lutz
Anno: 2010

Torna lo spauracchio Freddy Kruger, rivisitato dal recidivo Michael Bay (Venerdì 13 e Non Aprite Quella Porta erano già stati riesumati tempo prima). Purtroppo, a spaventare è solo il continuo auto fagocitarsi dell’industria cinematografica hollywoodiana. Sorge spontanea la domanda su quanto ancora potrà durare l’epoca del recupero oltranzista...

 

Un giovane afflitto da terribili incubi si pianta un coltello nella gola di fronte alla sua ragazza. Da quel momento per la giovane e per altri suoi tre amici coetanei sarà impossibile addormentarsi, pena un’orribile morte provocata da un misterioso uomo di nome Freddy Kruger, contraddistinto dal volto orribilmente ustionato, da un guanto metallico munito di lame affilate e da un lacero maglione a righe. Per salvarsi la vita dovranno disseppellire un passato lontano nel quale tutti e cinque frequentavano lo stesso asilo, dove il signor Kruger lavorava come giardiniere e dimostrava un'insana passione per i bambini piccoli.

 

“Remake” del celebre film di Wes Craven (datato 1984) e capostipite di una lunga serie, il film nasce con il fiato cortissimo. Samuel Bayer (acclamato regista di videoclip) non riesce a uscire una sola volta dai meccanismi delle scene a sensazione, con il risultato che ogni spavento e ogni sussulto arrivano allo spettatore in maniera soltanto suggerita.

 

Al di là di un design buono (per quanto di maniera) le atmosfere orrorifiche faticano a concretizzarsi, anche a causa dei passaggi dalla realtà al sogno (che nel taglio craveniano erano un elemento distintivo) che non sorprendono mai. Il reparto interpreti è quanto mai professionale, con Kyle Gallper e Rooney Mara, che risultano una spanna sopra a tutti per intensità e misura.

 

Ad essere al di sotto della sufficienza però è proprio l'interprete del personaggio principale, poiché Jackie Earle Haley non ha le doti e la personalità di un Robert Englund e viene disegnato in maniera superficiale e gratuitamente eccessiva, come mille altre intercambiabili figure dello stesso genere. Non si puoi non notare che disgraziatamente, gli sceneggiatori Wesley Strick ed Eric Heisserer, oltre a essersi dimostrati incapaci di aggiornare la materia, mancano di quel feroce sarcasmo nei dialoghi del terribile Kruger, che costituiva una delle caratteristiche salienti del personaggio e dell’intera serie.

 

Alla fine, tolta la sirena del bel prologo e la solita funzionalissima colonna sonora del bravo Steve Jablonsky, non si va al di là del trito e risaputo e, invece che un incubo, lo spettatore sprofonda nel mare della noia patinata tipica di questo genere di produzioni. In sostanza passo falso per Michael Bay e Robert Shaye ( capo della New Line, detentrice dei diritti della serie ).

 

Eh sì, bruttino...



scritto da: Michael Wotruba


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