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RITORNO DEI MORTI VIVENTI 3 (IL) - recensione

Titolo: RITORNO DEI MORTI VIVENTI 3 (IL)
Titolo originale: Return Of The Living Dead 3
Regia: Brian Yuzna
Interpreti: Melinda Clarke, Kent McCord, J. Trevor Edmond, Sarah Douglas, Anthony Hickox, Michael Deak
Anno: 1993

Yuzna recupera la serie (iniziata da Dan O' Bannon) e la rilancia con questo terzo capitolo, ricco di vitalità, pieno di efferatezze e arricchito dalla memorabile presenza di Melinda Clarke. Dopo il divertente primo episodio firmato da Dan O’Bannon e il soporifero sequel firmato da Ken Wiederhorn, Yuzna prende in mano questa saga ´╗┐pigiando come suo solito sul grottesco, incrementando il livello di “splatter” e aumentando gli aspetti metaforici, con il risultato di fornire il migliore film dell’intero lotto.

 

Due ragazzi s’introducono in una base militare dove scienziati dell’esercito cercano di rianimare i morti per costruire un esercito invincibile. Quando la giovane viene morsicata (e contaminata) da uno degli zombi, il suo giovane fidanzato, che non vuole arrendersi alla situazione, tenta di fare tutto il possibile per salvarla, andando così incontro ad un’escalation di orrori inarrestabile. Finale causticamente nero.

 

La carne al fuoco è molta, ma Yuzna sa come cuocerla senza bruciarla, grazie al ritmo che impone alla vicenda. Inoltre, gli effetti speciali curati dal solito stuolo di ottimi tecnici (tra i quali spiccano i nomi di Steve Johnson, Christopher Nelson, Wayne Toth e Timothy Ralston) e la bella fotografia firmata da Gerry Lively, riescono a conferire un aspetto decisamente più raffinato e ricco di quanto questa produzione non sia realmente. Ma, a fornire l’elemento veramente distintivo, è l’ottima prova della bellissima (e quanto mai “fetish”) Melinda Clark, genuinamente inquietante con i suoi “piercing” artigianali. La vediamo qua nel tentativo di resistere ai suoi appetiti di carne umana.

 

Attorno a lei ruota un cast professionale (tra i quali appare, in un singolare cameo, anche il regista Anthony Hickox) incapace però di lasciare il segno come dovrebbe.´╗┐ Comunque, a parte questo difetto su cui possiamo passar sopra, si tratta sicuramente di un film da recuperare.



scritto da: Michael Wotruba


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