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SILENT NIGHT, DEADLY NIGHT 4 / INITIATION - recensione

Titolo: SILENT NIGHT, DEADLY NIGHT 4 / INITIATION
Titolo originale: Initiation: Silent Night, Deadly Night 4
Regia: Brian Yuzna
Interpreti: Clint Howard, Neith Hunter, Maud Adams, Tommy Hinkley, Hugh Fink, Ben Slack
Anno: 1990

Titolato senza nessun criterio, SILENT NIGHT, DEADLY NIGHT 4 è un horror stregonesco a basso respiro ma dall’alto tasso di disgusto, firmato da Brian Yuzna e girato in video, saltando come di consueto i passaggi al cinema. Se si superano i primi 40 minuti senza addormentarsi, la seconda parte ha in serbo momenti interessanti, grazie ai soliti effetti del valido Screaming Mad George.

 

Kim è una giovane e volitiva giornalista, disposta a scontrarsi con i suoi superiori e colleghi pur di ottenere i servizi che le interessano. In particolare, è interessata alla vicenda di una ragazza suicidatasi buttandosi dal tetto di un palazzo e vittima di un caso di autocombustione. Il caso su cui indaga la mette in contatto con una misteriosa donna e il suo piccolo gruppo di amiche, curiosamente collegate a pratiche occulte.

 

Mentre scopre che la sua esistenza è minacciata da misteriose presenze, i rapporti con il suo amante vanno a scatafascio, finché non cerca aiuto proprio da quella donna. La giornalista verrà così iniziata con un rito atroce, al terribile culto di Lilith, entrando in una spirale di orrore e morte che costerà la vita a diversi suoi cari.

 

Inspiegabilmente collegato alla serie sul Babbo Natale assassino iniziata da Silent Night Deadly Night / Natale Di Sangue, 1984 di Charles E. Sellier jr. (probabilmente per lo svolgimento della storia durante il periodo delle festività natalizie) il film è un raccogliticcio e piuttosto banale “horror” negromantico.

 

Scritto senza troppa “verve” da Woody Keith, ha uno svolgimento tipico da tv movie, al quale sembrano adattarsi anche gli stessi attori, mai particolarmente convincenti (fatta eccezione per il bravo Clint Howard in un ruolo decisamente sgradevole). A partire dalla protagonista Nieth Hunter, il cast si rivela infatti privo di anima, limitandosi al compitino professionale. Il regista filippino tenta di rivitalizzare il tutto innestando immagini davvero forti, servendosi della bravura di Screaming Mad George nella realizzazione di realistici effetti speciali.

 

Purtroppo per lo spettatore, Yuzna (altrove in grado di offrire quantomeno dignitosi prodotti artigianali) dimentica che la violenza dell’immagine non è un combustibile in grado di velocizzare il ritmo. Così la storia, già minata da diverse incongruenze, finisce per arenarsi su sé stessa in breve tempo.

 

A conti fatti, SILENT NIGHT DEADLY NIGHT 4 si rivela una piccola delusione per i cultori del cineasta asiatico. Trascurabile.



scritto da: Michael Wotruba


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