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AMORE E MORTE NEL GIARDINO DEGLI DEI - recensione

Titolo: AMORE E MORTE NEL GIARDINO DEGLI DEI
Titolo originale: Amore E Morte Nel Giardino Degli Dei
Regia: Sauro Scavolini
Interpreti: Erika Blanc, Peter Lee Lawrence, Orchidea De Santis, Ezio Marano, Rosario Borelli,Vittorio Duse
Anno: 1972

Sauro Scavolini si cimenta in un’insolita pellicola che prende a prestito i canoni del giallo per dare vita a un dramma gotico-sentimentale. Esperimento interessante, minato però da lungaggini e orpelli, caratteristiche arrivate (malamente) dal romanticismo letterario. Peccato.

 

Preso possesso di un’antica villa, un ornitologo tedesco scopre casualmente alcuni nastri, sui quali uno psichiatra ha registrato gli oscuri accadimenti che tra quelle isolate mura si sono verificati. Viene così a conoscenza di una vicenda torbida fatta di amori consanguinei e tradimenti, destinata a concludersi in un bagno di sangue orchestrato dalla follia di un insospettabile personaggio psicolabile. L’ornitologo, scoperto dall’assassino, chiuderà il cerchio in maniera altrettanto casuale.

 

AMORE E MORTE NEL GIARDINO DEGLI DEI è un dramma amoroso travestito da giallo che, malgrado l’eccessiva lentezza che grava sul risultato merita una visione, più che altro per la bella e brava Erika Blanc (apparsa in un’autentica pletora di titoli del cinema italiano e non: ricordiamo ad esempio il western La Più Grande Rapina Del West, il giallo Così Dolce… Così Perversa, l’horror La Terrificante Notte Del Demonio, la commedia Io Tigro, Tu Tigri, Egli Tigra, solo per citarne alcuni) e per l’intenso Peter Lee Lawrence (noto più che altro per la sua presenza in tanti spaghetti western).

 

Scavolini è bravo nella direzione degli attori, ma lascia troppo correre il senso del ritmo, trasformando il buon soggetto in una vicenda alquanto soporifera. La prima ora è pesante da digerire, ma se si resiste c'è un finale che funziona e che non delude. Da vedere comunque per curiosità e per scoprire un titolo rimasto a lungo sepolto e sconosciuto ai più.



scritto da: Michael Wotruba


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