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EXORCISMO NEGRO  - recensione

Titolo: EXORCISMO NEGRO
Titolo originale: Exorcismo Negro
Regia: José Mojica Marins
Interpreti: José Mojica Marins, Wanda Cosmo, Walter Stuart, Geórgia Gomide
Anno: 1974

L’incredibile fantasia del cineasta brasiliano ci regala questo José Mojica Marins vs Zé Do Caixão, anticipando tematiche poi sfruttate da Wes Craven con il settimo Nightmare. Di certo i risultati qui sono un po’ diversi, ma non sempre per difetto.

 

Durante un periodo di riposo dalle riprese, tra un film e l’altro, Marins si reca nella villa di un amico. L’atmosfera di festa e letizia è però minata da una serie di misteriosi eventi di origine soprannaturale. Alla fine risulta che la più celebre creazione del regista (il malefico Zé Do Caixão) sia divenuta reale e, con l’aiuto di una strega, abbia messo in cantiere un folle piano per rendere il Male immortale e offrirgli il dominio sul mondo.

 

Premesso che il giudizio si basa su una versione estremamente monca e recuperata da un master ai limiti del guardabile da parte della Something Weird, il film è comunque tecnicamente ruvidissimo, come spesso accade con il cinema di questo singolare regista brasiliano, sfiorando il comico involontario in diverse occasioni.

 

Nonostante questo alcuni momenti appaiono riusciti e di certo lo scontro tra lo stesso Marins e la sua creazione fattasi carne offre uno spunto parecchio interessante, anche se la battaglia finale, virata in una specie di visione infernale, risulta probabilmente tagliata in molte delle versioni in circolazione.

 

Curioso, discontinuo e non facilmente fruibile, anche se più apertamente commerciale di altri suoi storici titoli, rimane un apprezzabile sforzo nella sua filmografia non sempre facile, comprendendo anche il più classico dei finali aperti.



scritto da: Michael Wotruba


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