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HALLOWEEN 2 - recensione

Titolo: HALLOWEEN 2
Titolo originale: Halloween 2
Regia: Rob Zombie
Interpreti: Sheri Moon Zombie, Chase Wright Vanek, Scout Taylor-Compton, Malcom McDowell, Brad Dourif
Anno: 2009

Haddonfield, Illinois. Un anno dopo il massacro dei genitori, la giovane Laurie teme che il folle responsabile della strage sia ancora vivo e si appresti a riprendere la propria sanguinaria attività in occasione dell'avvicinarsi della Vigilia di Ognissanti. I fatti, putroppo, le daranno ragione.

Seguito del remake del film di Carpenter girato da Rob Zombie, cruento e auto-ironico quanto basta per la gioia dei fans. Occorre prima di tutto chiarire una cosa: HALLOWEEN 2 non è il remake dell’omonimo sequel girato da Rick Rosenthal nel 1982 nel tentativo di bissare il successo del capostipite carpenteriano.

 

L’omaggio al film di Rosenthal si ferma all’incipit, che riprende la stessa idea di Mike Myers che s’introduce all’ospedale dove hanno ricoverato l’unica ragazza scampata al massacro, per terminare il lavoro lasciato a metà. Dopodiché, il nuovo film di Zombie prende una piega completamente diversa, riallacciandosi al primo capitolo e all’adolescenza tormentata del folle omicida, ma in una chiave nerissima e dissacrante che avvicina questo slasher allo stile personalissimo dell’autore de LA CASA DEI 1000 CORPI più di quanto avvenisse col remake di qualche anno prima.

 

Violentissimo e visionario (da antologia le scene degli omicidi e le allucinazioni che la protagonista condivide telepaticamente con il mostro), HALLOWEEN 2 annovera un campionario umano che più politicamente scorretto di così non si potrebbe. Infermieri necrofili, viscidi titolari di topless-bar, bifolchi che pestano a sangue i barboni come passatempo, conduttori di demenziali talk-show e perfino un redivivo dottor Loomis, che da medico idealista si è tramutato in un cinico arrivista disposto a qualunque degradante compromesso pur di vendere più copie possibile del proprio libro, un true-crime basato sulle imprese sanguinarie del suo ex-paziente (da antologia i siparietti umilianti durante l’ennesima intervista-parodia cui lo hanno invitato; per tacere dei fuori di cranio che assistono alle conferenze promozionali del libro).

 

Come avevamo già appreso in LA CASA DEL DIAVOLO, il mondo è impazzito e, in una società putrefatta e insensata come la nostra, le nefandezze di un Mike Myers diventano quasi ordinaria amministrazione. I citazionismi si sprecano, da The Rocky Horror Picture Show a Psycho e, rispetto agli esordi, Rob Zombie padroneggia con crescente perizia la propria capacità di sceneggiatore, facendo sì che questo nuovo capitolo della rediviva saga guadagni una convincente compattezza narrativa che latitava un po’ nel precedente episodio, in bilico com’era fra il dramma psicanalitico e i furori propri dello slasher.

 

Deliziosamente irritante il buon vecchio Malcolm McDowell nei panni di Loomis, spalleggiato da un altro grande vecchio come Brad Dourif che interpreta lo sceriffo.



scritto da: Corrado Artale


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