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COUNTDOWN / DIMENSIONE ZERO - recensione

Titolo: COUNTDOWN / DIMENSIONE ZERO
Titolo originale: Final Countdown (The)
Regia: Don Taylor
Interpreti: Kirk Douglas, Martin Sheen, Katharine Ross, James Farentino, Ron O'Neal, Charles Durning, Victor Mohica
Anno: 1980

Fantascienza supercult!!! Falso kolossal fatto con un pungo di dollari e con la volontà incrollabile di un manipolo di pazzi tra cui, indovinate un po’, Lloyd Kaufman.

 

A causa degli imprevisti effetti di una misteriosa tempesta magnetica la portaerei Nimitz, di stanza nel Pacifico, torna indietro nel tempo e si trova catapultata dal 1980 al 6 settembre 1941, vigilia dell’attacco a Pearl Harbor. In breve la scelta del comandante diventa la classica dei paradossi temporali: intervenire e modificare il corso della storia o lasciare che tutto accada?

 

Non vale!!! COUNTDOWN DIMENSIONE ZERO è il primo film che mi ricordo di aver visto al cinema e che mi ha fatto innamorare della fantascienza. Sono sfacciatamente di parte! Ogni volta che lo vedo mi commuovo.

 

E' una sorta di episodio di Ai Confini della Realtà in versione lungometraggio. L’idea alla base è quella classica: come ti comporteresti se avessi la possibilità di uccidere Hitler prima che diventi Hitler? Solo che qui il noto quesito è proposto in salsa americana e di mezzo ci sono i giapponesi e Pearl Harbor. La sceneggiatura è folle, per non parlare della realizzazione.

 

Quasi tutto ambientato nella Nimitz, vera portaerei atomica presa in “prestito” dai produttori grazie all’impronta dello script, smaccatamente pro marina e pro USA. In compenso, COUNTDOWN DIMENSIONE ZERO è un film così assurdamente semplicistico da lasciare interdetti. C’è poco da fare, per certi versi è geniale.

 

Qualsiasi contenuto nel film passa in secondo piano, quello che conta è far vedere le meraviglie della nuova tecnologia militare americana. Persino il paradosso temporale, nocciolo della vicenda, finisce per essere quasi del tutto accantonato, per poi tornare però alla ribalta nell’allucinante e bislacco finale che da solo vale il film. Grande!!!

 

Il duello tra gli F 14 e gli Zero giapponesi è memorabile. Altro che Top Gun...

 

Curiosità: il film fu prodotto da Peter Vincent Douglas. Il celebre padre, Kirk, decise di accettare la parte di protagonista nonostante le perplessità che nutriva sul copione e di fatto quasi da solo portò a termine il film.

Curiosità numero 2: Martin Sheen venne reclutato all’ultimo momento. Aveva infatti avuto un attacco di cuore durante le riprese di Apocalypse Now ed era tornato in America per curarsi. In attesa di ripartire per finire il film di Coppola gli venne proposto questo progetto e decise di accettare il ruolo di coprotagnista, spostando persino le cure che i medici gli avevano prescritto. Sheen passava così dal set di un film colossale e costosissimo, intenzionato in qualche modo a riaprire la terribile ferita chiamata Vietnam, al set di un film low budget che cercava di spacciarsi per un kolossal e che faceva di tutto per dimostrare come la batosta di Saigon fosse ormai alle spalle, sepolta dalla nuova tecnologia a stelle e strisce.

 

Curiosità numero 3: a detta di Lloyd Kaufman, Don Taylor rischiò di non portare a termine il lavoro. Circondatosi di svogliati incapaci, quasi sempre ubriaco, perse quasi subito il timone dell’operazione.
A salvare il tutto fu solo la determinazione dei Douglas, di Sheen e, manco a dirlo, dello stesso Kaufman.



scritto da: Francesco Cortonesi


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