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AUDREY ROSE - recensione

Titolo: AUDREY ROSE
Titolo originale: Audrey Rose
Regia: Robert Wise
Interpreti: Marsha Mason, Anthony Hopkins, Susan Swift, John Beck, Norman Lloyd, John Hillerman, Philip Sterling
Anno: 1977

Non male. A prescindere da quanto possa risultare interessante l’argomento, il film funziona. De Felitta come scrittore è una mezza schiappa, ma come sceneggiatore se la cava decisamente bene, soprattutto quando fa adattamenti dei suoi romanzi.

 

Cosa fareste se uno sconosciuto vi dicesse che vostra figlia era sua figlia in un’altra vita? E se all’improvviso vi venisse il sospetto che forse questo sconosciuto sta dicendo il vero? Bill e Janet Templeton desiderano solo un’esistenza tranquilla, ma il destino gli ha riservato ben altra sorpresa. Un bel giorno infatti, vengono avvicinati da un uomo convinto che la loro bambina Ivy non sia altro che la reincarnazione di sua figlia Audrey Rose, defunta in un incidente stradale qualche anno prima. E’ l’inizio di un incubo che, con il passare del tempo si farà per i Templeton sempre più verosimile, fino a minacciare l’integrità mentale di tutta la famiglia.

 

Perché no? Vero, i difetti non mancano, ma AUDREY ROSE ha anche i suoi perché che rendono interessante la visione. Ok, la storia sembra scritta da un pezzo grosso di una qualche setta intenzionato a fare proseliti pro reincarnazione e, inoltre, non è che ci siano tutte queste trovate di regia che da Robert Wise ci si potrebbe aspettare.

 

Però tutto sommato il film funziona, del resto la sceneggiatura è strutturata in maniera piuttosto efficace e gli attori compresa la piccola Susan Swift, se la cavano egregiamente. Evidente è il tentativo di fare una sorta di L’Esorcista in versione più mistico new age che cattolica. Il problema è che qui, nonostante a tratti si respiri la stessa atmosfera del film di Friedkin, lo spazio lasciato all’horror puro è veramente poco e anche le crisi isteriche di Ivy non sono all’altezza di quelle di Reagan McNeil. Sarà che qui il diavolo non ci ha messo del suo…

 

Comunque AUDREY ROSE resta un film da vedere, vuoi perché il finale non è così prevedibile, vuoi perché l’atmosfera di inquietudine e mistero regge fino in fondo. Inoltre, se si è disposti a fare a meno di sbudellamenti e salti improvvisi sulla sedia, non ci si trova invischiati nella visione di una patacca noiosa e scema oltre ogni limite. In definitiva, un horror che dato l’argomento, metterà l’angoscia soprattutto alle ragazze, ma che non deluderà di certo neppure il pubblico maschile.

 

Curiosità: Frank De Felitta, oltre che scrittore e sceneggiatore, è anche regista. Per il grande schermo ha diretto Scissors, con una giovane Sharon Stone. Tra i film tratti dai suoi romanzi, vale la pena di ricordare soprattutto The Entity.

 

Curiosità numero 2: la piccola Susan Swift qui nel ruolo di Ivy, nel 1995 interpretò Halloween: The Curse of Michael Myers

 

Curiosità numero 3: Robert Wise ha lasciato la nostra dimensione nel 2005. Aveva 92 anni.



scritto da: Francesco Cortonesi


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