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ROVINE - recensione

Titolo: ROVINE
Titolo originale: Ruins (The)
Regia: Carter Smith
Interpreti: Jonathan Tucker, Jena Malone, Laura Ramsey, Shawn Ashmore, Joe Anderson, Sergio Calderón, Jesse Ramirez
Anno: 2008

Durante l'esplorazione della giungla messicana alla ricerca di un'antica piramide maya, alcuni giovani turisti s'imbattono in una bizzarra forma di vita vegetale dotata di intelligenza ed aggressività. Intrappolati fra le rovine, i malcapitati dovranno lottare per riportare a casa la pelle. Tratto dal best-seller di Scott Smith (anche autore della sceneggiatura cinematografica), ROVINE è un horror claustrofobico che non lesina nei pugni allo stomaco. Da vedere.

 

E’ un dato di fatto: gli horror che al cinema funzionano di più, quelli che suscitano realmente paura e ribrezzo, sono spesso poco inclini all’originalità. Basterebbe ricordare i blood & gore italiani degli anni '80 per farsi un’idea. Certamente, vale la stessa regola per ROVINE. Tutto è all’insegna del già visto: un gruppo di giovani turisti rimane intrappolato in un luogo selvaggio e inospitale, alla mercè di qualcosa di innominabile ed affamato.

 

Viene in mente il racconto di Stephen King La Zattera, adattato per lo schermo in uno degli episodi di Creepshow 2; questo per dire che né lo Smith romanziere né il suo omonimo cineasta hanno inventato chissà cosa. Eppure, alla fine i conti tornano: l’atmosfera claustrofobica riesce a coinvolgere, le atmosfere e l’attesa sono ben dosate e al momento giusto paura e repulsione la fanno da padrone (difficile non sudare freddo all’idea che qualcosa di alieno ti cresca dentro; sia Alien che Cronenberg lo avevano ampiamente dimostrato e ROVINE è una conferma).

 

Il ricorso occasionale alla cg è forse la cosa che convince meno in quanto a resa spettacolare; molto meglio i cari, vecchi trucchi splatter che mettono a dura prova i nervi e lo stomaco dello spettatore, che qua vengono mostrati con generosità (quasi insostenibile la scena dell’amputazione). Convincenti gli interpreti e abbastanza fedele al testo ispiratore la sceneggiatura. Chi si aspettava di più sul versante creativo magari resterà deluso, ma per una serata in qualche arena estiva è ok.



scritto da: Corrado Artale


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