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BASE LUNA CHIAMA TERRA - recensione

Titolo: BASE LUNA CHIAMA TERRA
Titolo originale: First Men In The Moon
Regia: Nathan Juran
Interpreti: Edward Judd, Martha Hyer, Lionel Jeffries, Miles Malleson, Norman Bird, Gladys Henson, Hugh McDermott
Anno: 1964

Dal romanzo The First Man In The Moon di H.G. Wells. La prima mezz’ora è decisamente noiosa, poi però entrano in scena gli effetti speciali di Ray Harryhausen e la musica cambia. Peccato per l’umorismo quasi disneyano che impregna oltremodo il susseguirsi degli eventi.

 

Un equipaggio di astronauti delle Nazioni Unite giunge sulla Luna, ma incredibilmente si accorgono che qualcuno c’è già arrivato. Vicino ad una roccia viene infatti rinvenuta una bandiera inglese accompagnata da una lettera di lode alla regina Vittoria. La notizia immediatamente giunge sulla Terra e un gruppo di scienziati decide di rintracciare l’autore della missiva per capire come abbia fatto a portarla fin lassù.

 

Sarà durante la conversazione con il misterioso personaggio che i luminari verranno a conoscenza di una storia incredibile che ha preso il via grazie a una vernice in grado di annullare gli effetti della gravità. Per la cronaca: la Luna è abitata dagli inquietanti Seleniti che allevano spaventosi vitelli lunari dal robusto appetito...

 

'Nsomma…Nathan Juran, ormai in pieno declino, non riesce a dare alla regia un’impronta di valore e neppure Kneale, sceneggiatore dal talento indiscutibile e indimenticabile padre del Dottor Quatermass, fa vedere bene quel che vale. Il romanzo di Wells viene riletto in chiave leggermente umoristica e il risultato è che sembra una sorta di film per famiglie da propinare a oltranza durante le feste di Natale. Per fortuna gli effetti speciali sono belli, realizzati manco a dirlo, da quel genio visionario di Ray Harryhausen.  

 

BASE LUNA CHIAMA TERRA migliora dopo l’allunaggio della sfera volante inventata dal bizzarro dottor Cavor. Ad attendere l’improbabile equipaggio ci sono infatti esseri mostruosi dalle intenzioni piuttosto bellicose che, per lo meno, aggiungono un pizzico di inquietudine alla storia.

 

I Seleniti insettiformi tra l’altro fanno davvero impressione e non da meno sono i feroci vitelli lunari, sorta di disgustosi bruchi giganteschi dall’indiscutibile voracità. Ottimo il finale con protagonista assoluto il Grande Selenita che, per certi versi, ricorda la terribile Mente di Marte di Gli Invasori Spaziali. Scenografie povere ma belle. In due parole: non è un gran film, ma si può vedere sia per la discreta prova degli attori che per gli effetti speciali.

 

Curiosità: Ray Harryhausen, qui quasi al suo meglio, cita in una scena i celebri scheletri danzanti che lo hanno reso famoso. In questo caso è la fidanzata del protagonista a mostrare le proprie ossa in movimento.

 

Curiosità numero 2: nel romanzo, che in Italia è uscito con il titolo I Primi Uomini Sulla Luna, non esiste la prima parte del film che mostra lo sbarco degli astronauti dell’ONU sul nostro satellite e il conseguente ritrovamento della bandiera inglese.

 

Curiosità numero 3: il giovane Herbert George Wells, a causa delle difficoltà economiche in cui venne a trovarsi la sua famiglia, fu costretto per alcuni anni a fare l’apprendista in un negozio di tessuti.



scritto da: Francesco Cortonesi


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