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SCALA A CHIOCCIOLA (LA) - recensione

Titolo: SCALA A CHIOCCIOLA (LA)
Titolo originale: Spiral Staircase (The)
Regia: Robert Siodmak
Interpreti: Dorothy McGuire, George Brent, Ethel Barrymore, Kent Smith, Rhonda Fleming, Gordon Oliver, Elsa Lanchester
Anno: 1945

Capolavoro del noir gotico. Preparatevi: in una notte di tregenda scenderete in una cantina buia tenendo stretto il candelabro in mano. Brrrr...

 

Anno del Signore 1906. In una cittadina del New England uno psicopatico uccide donne che hanno menomazioni fisiche. La giovane governante Hellen, muta dall’infanzia, corre il rischio di essere la prossima, visto che l’assassino si annida in cerca di una nuova preda, tra le mura della grande villa dove la Nostra è in servizio…

Siodmak gira un grande film strizzando l’occhio all’espressionismo degli anni '30. Accentua insistentemente le sinistre ombre che le candele disegnano nei muri e usa il dialogo solo quando è strettamente indispensabile. Il colpevole degli atroci delitti sembra nascondersi ovunque e il suo inquietante occhio, che avidamente scruta la vittima designata, è più quello di un mostro che di un, seppur folle, essere umano. Fa paura.

 

Dentro la casa tutti i personaggi, prigionieri della notte e soprattutto dal temporale che fuori infuria, si muovono come nell’attesa di un nefasto evento, quasi questo fosse percepibile nell’aria resa elettrica dai lampi. Del resto l’incubo, sul far della sera, forse si è insinuato subdolamente nel reale, tanto che perfino la giudiziosa Hellen si è trovata a dubitar più volte della propria sanità mentale vedendosi sinistramente riflessa nello specchio. E quando finalmente il pazzo killer si rivela, la scoperta della sua identità giunge per lo spettatore come una liberazione dall’insostenibile atmosfera ansiogena. Ma non è ancora finita…

 

Il film non è prolisso e questo è un grande pregio. Non c’è un attimo di noia. La tensione, la cosa è nota, è sostanza delicata e dilungarsi fa sempre correre il rischio di farla deteriorare, ma qui non succede. Per la cronaca: Siodmak e lo sceneggiatore Mel Dinelli elaborarono lo script basandosi su un racconto di Ethel Lina White, colpiti soprattutto dalla grande atmosfera creata dalla scrittrice, per certi versi molto vicina a quella di alcune storie di Poe e Faulkner. Da vedere senza indugio, sia per l’ottima regia che per l’efficace e non banale sceneggiatura.

 

Curiosità: lo sceneggiatore Mel Dinelli è anche autore del film tv italiano L’Uomo di Vittorio Cottafavi, con Mauro Di Francesco e Tomas Milian.

 

Curiosità numero 2: nei panni della governante compare Elsa Lanchester, nota soprattutto per aver incarnato la versione femminile della Creatura del dottor Frankenstein nello straordinario film di James Whale, La Moglie Di Frankenstein.

Curiosità numero 3: Robert Siodmak ha lasciato la nostra dimensione nel 1973. Aveva 73 anni.



scritto da: Francesco Cortonesi


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