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PROFUMO DELLA SIGNORA IN NERO (IL) - recensione

Titolo: PROFUMO DELLA SIGNORA IN NERO (IL)
Titolo originale: Profumo Della Signora In Nero (Il)
Regia: Francesco Barilli
Interpreti: Mimsy Farmer, Maurizio Bonuglia, Mario Scaccia, Aldo Valletti, Nike Arrighi, Lara Wendel, Aleka Paizi
Anno: 1974

Piccolo grande film che diluisce atmosfere alla Rosemary’s Baby con gocce di diabolico thriller all’italiana. Accade l’impensabile e ci sono persino i cannibali.

 

Silvia Hackermann è una giovane chimica dalla psiche decisamente fragile. Da piccola ha assistito al suicidio della madre che non ha resistito alla vergogna di essere stata scoperta dalla fanciulla a letto con l’amante. Il trauma che ne è derivato ha avuto la più classica delle conseguenze: la vita sentimentale e sessuale di Silvia è diventata un groviglio difficile da districare. Ad aggravare la situazione c’è inoltre l’ossessione per i misteriosi segnali che la Nostra è convinta di cogliere nelle persone con cui viene a contatto, come se queste stessero minacciosamente tramando alle sue spalle…

 

E’ bravo Barilli a stringere sempre di più il cerchio intorno al collo della protagonista, che vede riaffiorare i peggiori ricordi dell’infanzia in maniera così vivida e convincente da farle perdere di vista ciò che succede realmente. Nel suo caso infatti, il mondo reale confina con l’allucinazione e il regista dimostra di non avere nulla da invidiare ad artisti ben più blasonati. E pensare che qui era al suo primo film...

 

Come cospiratori dall’ovvio profilo ambiguo, i conoscenti della giovane Silvia, lentamente, l’angosciano e la mandano in paranoia. La narrazione, va detto, è piuttosto lenta, ma nello specifico risulta più un pregio che un difetto, tanto soffocante sembra l’aria che respira la povera ragazza, circondata da misteriose donne nero vestite che si cospargono languidamente di profumo e bambine sinistre e inquietanti come psicopompi. Forse l’unico vero difetto sono le molte cose poco plausibili e i tanti luoghi oscuri non svelati nella trama, ma del resto se uno vuole la logica imprescindibile forse fa meglio al lasciar perdere il cinema dell’orrore.

 

Ottima la prova di Mimsy Farmer, all’epoca già piuttosto nota in Italia per essere stata protagonista in 4 Mosche Di Velluto Grigio, ma è tutto il cast de IL PROFUMO DELLA SIGNORA IN NERO a essere all’altezza della situazione, con un finale poi tanto inaspettato quanto inquietante. Un film da non perdere.

Curiosità: a quanto pare Barilli era decisamente contrario alla celebre scena di sesso tra Silvia e il suo fidanzato. Secondo lui infatti non aggiungeva assolutamente nulla alla narrazione risultando completamente gratuita.  La produzione però se ne fregò del parere di Barilli e la fece girare comunque.

 

Curiosità numero 2: Mimsy Farmer è approdata al cinema a 16 anni, notata casualmente da un agente cinematografico in cerca di nuovi volti. E' stata la moglie di Vincenzo Cerami fino al 1980.



scritto da: Francesco Cortonesi


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