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VAMPIRI (I) - recensione

Titolo: VAMPIRI (I)
Titolo originale: Vampiri (I)
Regia: Riccardo Freda
Interpreti: Gianna Maria Canale, Carlo D'Angelo, Dario Michaelis, Wandisa Guida, Angelo Galassi, Renato Tontini, Charles Fawcett, Gisella Mancinotti, Paul Muller
Anno: 1957

Scienziati pazzi, criminali plagiati e sogni di eterna giovinezza all'ombra della contessa Bathory, costituiscono i cardini principali di una trama con un po' troppa carne al fuoco ma comunque mai banale. C 'è da dire che le forti sfumature da poliziesco del film di Freda, rallentano e snaturano un po' la trama, anche se è innegabile che gli conferiscano un certo fascino´╗┐.

 

A Parigi, il ritrovamento di alcune donne completamente dissanguate fa gridare al vampiro in circolazione.
Oltre alla polizia, anche il giornalista Pierre Valentin cerca di capirci qualcosa, trovandosi così coinvolto nelle trame ordite dall'inquietante contessa Margherite e dalla nipote Giselle .Le due donne infatti,all'interno del castello in cui vivono, nascondono un agghiacciante segreto. Una serie di indizi e di situazioni ambigue porteranno Valentin a scoprire la verità, sotto gli occhi della esterrefatta polizia.

 

Vero e proprio cult movie italiano e punto d'origine del nostro cinema dell'orrore (se si esclude Dante's Inferno,1912 di De Liguoro e Malombra,1917 di Gallone), venne girato anche con l'intenzione di dimostrare le capacità dei registi del Bel Paese nel realizzare film fantastici che fossero all'altezza di quelli dei colleghi d'oltreoceano.

 

I VAMPIRI di Riccardo Freda si rivelò però una scommessa vinta solo parzialmente, visto che non ottenne al botteghino il successo sperato e guadagnò, a conti fatti, una cifra irrisoria. Nonostante il flop, ci sono comunque scenografie degne della Universal, un effetto speciale da leggenda (il celebre invecchiamento in tempo reale, realizzato da Mario Bava) e attori in stato di grazia. Ne è venuto fuori un vero e proprio gotico, infarcito di lievi sfumature erotiche (che vennero in seguito riprese, con maggior vigore,dalla Hammer).

 

Numerosi disaccordi sulla sceneggiatura funestarono la lavorazione de I VAMPIRI, portando Freda a lasciare il set dopo due sole settimane. Il suo posto venne preso da Bava che, inizialmente ingaggiato come direttore della fotografia e incaricato degli effetti speciali, si ritrovò al timone dell'operazione, maturando un'esperienza che sfruttò nel migliore dei modi quattro anni dopo, sul set di La Maschera Del Demonio.  Peccato per gli ultimi dieci minuti del film che non rendono giustizia a tutto il resto.

 

Curiosità: il film di Peter Sasdy La Morte Va A Braccetto Con Le Vergini (girato nel 1975) ha molti punti in comune con I VAMPIRI di Freda, compreso il tentativo di riproporre il celebre effetto creato da Mario Bava´╗┐.



scritto da: Francesco Cortonesi


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