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CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE (I) - recensione

Titolo: CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE (I)
Titolo originale: Corpi Presentano Tracce Di Violenza Carnale (I)
Regia: Sergio Martino
Interpreti: Suzy Kendall, Tina Aumont, Luc Merenda, John Richardson, Roberto Bisacco, Ernesto Colli, Carla Brait
Anno: 1973

Martino, ispirato a suo dire da Terrore Cieco di Richard Fleischer, segue in verità le tracce di Argento, chiamando persino Suzy Kendal di L’Uccello Dalle Piume Di Cristallo come protagonista. Il finale però lo imposta a modo suo e fa bene, perché tira fuori mezz’ora piuttosto originale, di paura e adrenalina.

 

Due studenti che frequentano l’Università di Perugia, vengono barbaramente assassinati da un maniaco sessuale che li aggredisce mentre sono ad amoreggiare in macchina. Il delitto efferato scuote la città e una conoscente della coppia, dopo aver ricevuto alcune telefonate minatorie che la invitano a non parlare con la polizia, decide di rifugiarsi nella casa di campagna dello zio per ritrovare un po’ di tranquillità. Con tre amiche di facoltà si prepara così a passare un fine settimana nella villa, senza sapere che l’assassino non ha certo intenzione di lasciarla in pace...

 

C’è chi dice che l’identità dell’assassino si intuisca decisamente troppo presto e in effetti è difficile dargli torto. Ma intuirla non vuol dire esserne sicuri e quindi perché vedere la cosa necessariamente come un difetto? Al contrario, la sceneggiatura di Gastaldi non è per niente male e la presenza di tante scene sexy conferisce al film un aurea persino un po’ perversa.

 

Effettivamente se si esclude la bella ambientazione perugina, la prima parte non ha molto da dire ed è solo lo splatter non troppo lesinato, a tenere alta l’attenzione. Una volta spostato il microcosmo nella villa però, arriva la sorpresa.

 

I CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE, nella seconda parte cambia ritmo e la tensione ne guadagna, esaltata anche dalla regia di Martino che dimostra di saper gestire perfettamente la suspence. L’entrata in scena del carnefice è davvero un dritto al mento e il risveglio della ragazza infortunata alla caviglia è angosciante, costretta com’è a constatare l'evolversi della mattanza e a cercare di salvar la buccia dal maniaco nascosto in casa chissà dove.

Curiosità: il film è molto conosciuto negli Stati Uniti come Torso.

Curiosità numero 2: durante le riprese nessuno, tranne Martino e Gastaldi, sapeva chi era l’assassino.

Curiosità numero 3: Luc Merenda qui veste i panni di un dottore

Curiosità numero 4: il primo duplice omicidio ricorda per dinamica quelli perpetrati dal Mostro di Firenze. Inquietante il fatto che la famosa pista Narducci passi proprio da Perugia.



scritto da: Francesco Cortonesi


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