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SCANNATI VIVI - recensione

Titolo: SCANNATI VIVI
Titolo originale: Skinned Deep
Regia: Gabe Bartalos
Interpreti: Karoline Brandt, Jay Dugre, Warwick Davis, Forrest J Ackerman, Eric Bennett, Bill Butts, Kurt Carley
Anno: 2004

Splatter trash girato a bassissimo budget da un gruppo di malati di mente con la passione per il cinema horror. E' diventato in poco tempo un cult. Tina Rockwell e la sua famiglia si trovano bloccati nel bosco con la macchina fuori uso ed e' l'inizio della fine. Una banda di folli e il temibile Generale, con una tagliola per orsi al posto della mascella, daranno loro il benvenuto...

 

SCANNATI VIVI è un film indipendente, girato con una scadentissima pellicola 16 millimetri che vorrebbe indurre a far credere che il film sia degli anni 70/80 ma che in realtà, è una produzione del 2004. Il regista Gabe Bartalos è un grandissimo appassionato del genere, pazzo a tal punto da essere stato arrestato per aver girato alcune scene con il protagonosta che corre completamente nudo in pieno giorno a New York.

 

La storia è quella classica di una famiglia americana che, a causa di un guasto alla propria, auto si ritrova vittima del solito gruppo di pazzi. Alcuni passaggi sono davvero ridicoli e fanno venire voglia di premere stop per la stupidità delle situazioni, ma se si ha il coraggio di resistere SCANNATI VIVI è in grado di offrire anche qualche perla di puro surrealismo (a questo proposito va ricordato il culturista senza testa, mostro davvero bizzarro e originale). La colonna sonora poi non è male e vanta il contributo di Captain Sensible, chitarrista dello storico gruppo punk The Damned.


Per gli amanti del genere trash e splatter merita un'ochhiata.



scritto da: Cristiano Stocchi


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