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NERO VENEZIANO - recensione

Titolo: NERO VENEZIANO
Titolo originale: Nero Veneziano
Regia: Ugo Liberatore
Interpreti: Renato Cestié, Rena Niehaus, Yorgo Voyagis, José Quaglio, Olga Karlatos, Ely Galleani, Lorraine De Selle
Anno: 1978

A Venezia, un bambino cieco avverte la presenza del Demonio. Nessuno gli crede ovviamente, ma tutti sbagliano perché ha ragione lui...

 

Renato Cestié era un attore davvero bravo, un bambino che ha saputo reggere interi film da solo. In NERO VENEZIANO non fa eccezione: il film è mediocre e se si merita la sufficienza è solo per la sua ennesima, ottima prova. Il resto è il nulla.

 

Un bambino cieco, a Venezia, ha dei flash in cui vede un uomo inquietante con un bastone accompagnato da un cane nero. Nessuno gli crede, eppure la sorella verrà messa incinta da un uomo uguale a quello delle visioni. Guai a mettersi in mezzo però, perchè l'uomo è il Demonio e non permette a nessuno d'intromettersi, intenzionato com'è a portare a termine il suo progetto...

 

In più di un punto NERO VENEZIANO annoia mortalmente, cercando ingenuamente di creare suspense senza avere elementi a disposizione per riuscirci. Se poi ci si aggiungono scene involontariamente comiche (e nemmeno poco) l'arrosto è fatto: una finestra che si spalanca improvvisamente e si schianta in faccia al povero ragazzino, un neonato lanciato a tutta forza in muro di chiodi sono due sequenze che vorrebbero risultare arcane e inquietanti, ma che ottengono esattamente l'effetto opposto apparendo invece pacchiane e ridicole.
 


A parte il sopracitato Cestiè quindi, poco o nulla da salvare. Rimane l'umida ambientazione di Venezia e qualche (rara) inquadratura suggestiva. Se avete voglia di brividi in gondola, rivolgetevi altrove, perché NERO VENEZIANO non fa paura a nessuno...



scritto da: Federico Lazzeri


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