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HALLOWEEN / THE BEGINNING - recensione

Titolo: HALLOWEEN / THE BEGINNING
Titolo originale: Halloween - The Beginning
Regia: Rob Zombie
Interpreti: Tyler Mane, Malcolm McDowell, Sheri Moon, Scout Taylor-Compton, Daeg Faerch, Danielle Harris, Kristina Klebe
Anno: 2007

Dimenticate il capolavoro di John Carpenter, il viso adolescenziale di Jamie Lee Curtis, la placida cittadina di Haddonfield e i movimenti di Michael Myers: Halloween torna nelle sale, ma stavolta è solo l’inizio. Con HALLOWEEN / THE BEGINNING la banda di pazzi scatenati diretta da Rob Zombie ci guida nel mondo malato di una famiglia maledetta, una di quelle di mansoniana memoria.

 

Michael Myers è un ragazzino dai lunghi capelli biondi e con un viso paffutello, ma nasconde una rabbia indescrivibile. Dopo aver sterminato la sua famiglia, viene rinchiuso per 17 anni in un ospedale psichiatrico di massima sicurezza (Smith’s Grove Sanitarium), sotto le cure del dott. Samuel Loomis (Malcolm McDowell).

 

Lì cresce nella sua stanza tappezzata di maschere, una per ogni occasione. È grosso, ha la forza di un demone e non parla mai. Un bel giorno, alla vigilia di Halloween, decide di tornare in libertà e lungo il suo cammino per raggiungere Haddonfield compie un massacro a cui la polizia non riesce ad opporsi. Il suo scopo è uno solo: ritrovare la sua sorellina, Laurie (Scout Taylor-Compton)...

 

Realizzare remake, sequel e prequel è sempre un esperimento assai pericoloso e spesso si rischia di indurre lo spettatore a forzati paragoni con l'originale. Potrebbe essere così anche per questo film, se non fosse che Rob Zombie anche stavolta riesce a cambiare le carte in tavola. Ed è finalmente un’esplosione di rabbia, come non si era mai vista in tutta la serie.

 

Ecco: la prima grande ed evidente differenza con il film di Carpenter sta proprio nel sangue. Altra diversità palese è il personaggio di Michael Myers (Tyler Mane), capellone come potrebbe esserlo il leader di una band metal, cazzuto nei movimenti e con un’infanzia finalmente meno oscura per lo spettatore. Proprio la sua crescita, infatti, è il tema principale del film.

 

Lo stesso regista, molto scettico all’inizio sull'opportunità di accettare o meno il film, ha ammesso di aver deciso di dirigere HALLOWEEN / THE BEGINNING alla luce di diversi remake come Scarface o Cape Fear, da cui sempre era rimasto affascinato. Riempire le "lacune" del film originale, quindi, è diventato il suo vero obiettivo. Rob Zombie qua si concentra su tre fasi della vita di Michael Myers, di cui i precedenti film avevano mostrato poco o nulla: i suoi primi dieci anni, il periodo del sanatorio e la fuga dopo 17 anni di reclusione.

 

Nel complesso il film funziona, gli effetti splatter sono davvero notevoli e le scene di violenza vengono rese in modo incredibilmente realistico e disturbante. La trama non appassisce con il trascorrere dei minuti, rimanendo godibile fino alla fine. Detto questo la pellicola ha puntualente diviso pubblico e critica: c'è stato infatti chi si è lamentato (forse a ragione) circa la perdita del mistero che, celandosi alle spalle di Michael Myers, ne ha fatto un'insostituibile icona del terrore più puro. Sotto un altro punto di vista però, c'è stato chi ha guardato con occhio curioso e "divertito" un film che svela i retroscena di una delle saghe più celebri nella storia del cinema horror.

 

Per il sottoscritto merita una visione.



scritto da: Giacomo Ioannisci


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