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ZARDOZ - recensione

Titolo: ZARDOZ
Titolo originale: Zardoz
Regia: John Boorman
Interpreti: Sean Connery, Charlotte Rampling, Sara Kestelman, John Alderton, Sally Anne Newton, Niall Buggy
Anno: 1974

Terra, anno 2293. La malvagia divinità Zardoz, creata dagli eterni scienziati che vivono nel Vortex, condiziona le menti degli uomini tanto da renderli schiavi e feroci. Zed, capo della tribù degli sterminatori, decide però di scoprire cosa si nasconde dietro il simulacro del terrificante Dio, ignaro del fatto che di lì a breve si troverà coinvolto in una spietata lotta per riacquistare la libertà.

 

Delirante quanto affascinante, ZARDOZ è senza dubbio uno dei più noti film simbolo di quella fantascienza politicizzata che vede nella lotta contro il sistema l’unica possibilità di realizzazione umana. Se raccontare la trama è cosa ardua, ancor più difficile è spiegarne la metafora. Certo, l’ombra mitologica che aleggia su tutto il film contribuisce a far intuire un’affascinante critica alla società globalizzata governata da piccole sacche di potere, peccato però che difficilmente si riesca a separare il concetto dall’atmosfera pesantemente lisergica che impregna la vicenda e che finisce per confondere un po’ le idee.

 

Dovendo scegliere, molto meglio concentrarsi sulla paranoia dell’invecchiamento che gli dei immortali usano come punizione inappellabile e che allo spettatore arriva senza tanti fronzoli. Tra battute cult del tipo “Il fucile è il bene lo sperma è il male” e visioni che sembrano filtrate dall’abbagliante scintillio di un qualche illegale cristallo colorato, Sean Connery se la cava alla grande, riuscendo a essere credibile anche con un look che farebbe sembrare ridicolo chiunque.

Boorman sa il fatto suo e si vede, purtroppo però in certi frangenti il bizzarro gli prende la mano e il film ovviamente ne risente. ZARDOZ è senza dubbio un film da non perdere, ma non prima di essersi mentalmente predisposti a un viaggio allucinante ricco di concetti che non sempre arrivano limpidamente.

Curiosità: il ruolo di Zed inizialmente era stato affidato a Burt Reynolds.

 

Curiosità numero 2: fu Rod Serling a curare il radio spot originale.

 

Curiosità numero 3: il soggetto è di L. Frank Baum, l’autore di Il Mago di Oz.  ZARDOZ, come è facile intuire, rende omaggio al romanzo anche nella stessa parola: the wiZARD of OZ.



scritto da: Francesco Cortonesi


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