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RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO (LA) - recensione

Titolo: RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO (LA)
Titolo originale: The Girl Next Door
Regia: Jack Ketchum
Interpreti:
Anno: 1989
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America rurale, anni Cinquanta. David ha 12 anni e incarna il prototipo dell’adolescente medio. Frequenta gli altri ragazzi del vicinato e comincia a sviluppare un certo interesse per il sesso femminile. Quando le sorelle orfane Meg e Susan Loughlin si trasferiscono nella casa accanto, affidate alla signora Ruth, David è felice di ampliare il proprio giro di amicizie.

 

Ma Ruth, in apparenza ottima madre, nasconde una vena di sadismo e alienazione che sfoga dapprima sottoponendo le ragazze a percosse sempre più violente, poi dando vita ad una serie di torture fisiche e psicologiche di cui David e gli altri ragazzi divengono testimoni e, in qualche modo, complici inconsapevoli. La polizia non prende sul serio le denunce di Meg: a quel punto l’unica speranza per lei e la sorella è inevitabilmente David. Riuscirà il Nostro a salvare le ragazze prima che sia troppo tardi?

 

Dice King di Ketchum (pseudonimo usato dallo scrittore americano Dallas Mayr): “nel mondo di Ketchum, gli gnomi sono cannibali, i lupi non rimangono mai a corto di fiato, e le principessina buona finisce sempre in un rifugio antiatomico, legata mani e piedi a una trave mentre una pazza indemoniata si diverte a liquefarle il clitoride con un ferro da stiro rovente.

 

Come dare torto al Re?

 

Tutto prende avvio come un romanzo di formazione, trasformandosi, pagina dopo pagina, in una lettura estenuante ma allo stesso tempo impossibile da sospendere. Katchum sfrutta un fatto di cronaca avvenuto nel 1965, sposta la storia nella sua New Jersey e la colloca nel 1958. Epoca di repressioni per quell’America dove i semi del sospetto infettavano i cittadini, isolandoli al silenzio e condannandoli all’isteria. Quello che ne esce in poco più di 250 pagine è un feroce ritratto della realtà che arriva dritto come una bastonata nello stomaco.  

 

La scrittura di Ketchum è secca ed efficace. Evita inutili dialoghi andando dritto al sodo. I mostri di Ketchum non sono soprannaturali, mangiano come noi e la sera seguono i notiziari alla tv. Esattamente come fa Ruth, la madre psicotica del racconto che trasforma le torture in un gioco per i figli e i ragazzi del vicinato si scoprono succubi della sua perversa volontà.

 

Se si ama il genere, LA RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO è fondamentale.



scritto da: Luca Buricchi


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