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BLOOD RED SKY - recensione

Titolo: BLOOD RED SKY
Titolo originale: Blood Red Sky
Regia: Peter Throwarth
Interpreti: Carl Anton Koch, Peri Baumeister, Dominic Purcell, Kais Setti
Anno: 2021

A quanto pare Blood Red Sky è il film originale Netflix tedesco più visto nella storia della piattaforma di streaming. E ok, non credo che la concorrenza sia troppo agguerrita, ma se aggiungiamo il dato numerico la cosa si fa anche più impressionante. Cinquanta milioni di visualizzazioni in tutto il mondo in quattro settimane. Più di cinquanta milioni di spettatori per un horror di un regista tedesco quasi sconosciuto fuori dai confini nazionali che ha come attore più famoso nel cast Dominic Purcell. Ve lo ricordate Dominic Purcell? Deve la sua notorietà soprattutto al ruolo di Linc Burrows in Prison Break e di Heat Wave nelle serie dell'Arrowverse, e al cinema era diventato più o meno sinonimo di filmacci inguardabili come Vikingdom o Ice Soldiers (fatevi il favore e accontentatevi delle locandine).

 


La protagonista di Blood Red Sky è però Peri Baumeister, tedesca nota ai più per The Last Kingdom, che qui interpreta Nadja, madre malata di un bimbo piuttosto sveglio e indipendente (Carl Anton Koch) che vediamo a inizio film in un aeroporto scozzese calarsi giù dalla stiva di un aereo apparentemente dirottato da dei terroristi. Cosa è successo in volo?

Torniamo indietro, flashback. Scopriamo che Nadja si era messa in viaggio per l'America per curarsi da una sua misteriosa malattia. E infatti aveva mandato il piccolo Elias a imbarcare i bagagli da solo, raggiungendolo solo dopo il calare del sole. Mmhh... curioso... Elias in aereoporto ha conosciuto il simpatico Farid (Kais Setti), qui nella parte dell'islamico assolutamente non terrorista, l'aereo parte e dopo qualche ora di volo il personale viene fatto fuori dai terroristi, che provano a mettere in atto il loro piano ma...

 


Fin qui, probabilmente vi starete chiedendo perché su filmhorror.com si parla di un noioso thriller a alta quota. Oppure forse avrete sbirciato la locandina e avrete visto le zanne aguzze di Nadja in primo piano, e avrete capito dove le cose andranno a parare.
Sì, perché in un nuovo flashback scopriamo che Nadja è diventata una vampira qualche anno fa, tiene a bada la sua condizione e la sua sete di sangue con delle iniezioni periodiche e per questo si è premurata di salire su un aereo che compisse il suo viaggio esclusivamente di notte. Il dirottamento le rovina i piani, e l'unica cosa che le rimane da fare e rivelare la sua condizione e sperare di riuscire a trattenersi quando il sangue comincerà a scorrere... 

 


Nonostante premesse non tropppo eccitanti, miracolosamente, Blood Red Sky non è male. Ha anche un sacco di difetti: è fin troppo lungo, ha troppi flashback inutili, un paio di svolte nella trama non molto ben gestite, twist telefonati, scene di azione spesso confuse, e un cast (fatti salvi madre e figlio protagonisti, molto bravi e affiatati) di gente scelta più per la loro capacità di morire male che per le loro attitudini attoriali. Ma nonostante questo, regge la tensione per due ore filate e addirittura diverte. È chiaro che nessuno sano di mente potrebbe definire Blood Red Sky un capolavoro, ma questa rimescolanza di The Strain + Snakes on a Plane + Into the Night è un godibile action horror che gronda sangue. TANTO sangue, molto più di quanto mi sarei aspettato. E oltre a qualche carotide dilaniata e a qualche scossone, prova a presentare anche dei temi un filo più attuali e "importanti". Sarà un bene?

 


Il film è evidentemente figlio dei nostri tempi, ed è attento a trattare tutte le tematiche nella maniera più "woke" possibile. La protagonista è una madre single che lotta disperatamente per non lasciarsi sopraffare dalla propria malattia, i terroristi sono tutti bianchi, sembra che ogni dialogo sia stato soppesato per essere più politically correct possibile e il centro di tutto sembra proprio essere questo rapporto impossibile madre-figlio narrato con una certa sensibilità. Tutto bene, anche se quasi sempre ho avuto l'impressione che il film sarebbe stato più divertente se il regista si fosse limitato a lasciare spazio all'azione tagliando qualche sottotrama meno fondamentale. E non è un caso se Blood Red Sky decolla (gioco di parola inevitabile) davvero proprio nella terza parte, quando l'azione degenera in caos completo.

 


Se l'idea di un "vampiri vs terroristi su un aereo" vi fa venire l'acquolina in bocca, comunque, troverete pane per i vostri denti aguzzi. Qualche morte divertente, tanto sangue, un paio di momenti folli a sufficienza.

Un film estivo da gustarsi con una bibita ghiacciata e un chilo di popcorn. Poteva andare molto peggio.



scritto da: Michele Borgogni


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