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PIANETA ERRANTE (IL) - recensione

Titolo: PIANETA ERRANTE (IL)
Titolo originale: Il Pianeta Errante
Regia: Antonio Margheriti
Interpreti: Giacomo Rossi Stuart, Ombretta Colli, Enzo Fiermonte, Maria Pia Conte
Anno: 1966

Sorta di remake non ufficializzato (ma confermato in numerose interviste dallo stesso Margheriti), de Il Pianeta degli Uomini Spenti. Il budget è però curiosamente inferiore. 



L’idea di partenza è ottima ed è buono anche lo sviluppo della trama: La Terra, scombussolata da terremoti e uragani, rischia di essere investita da un asteroide proveniente da una remota galassia. L’unica possibilità è quella di mettersi immediatamente in azione e cercare di distruggere il “pianeta errante”. Un'astronave parte alla volta del corpo celeste per distruggerlo prima dell’impatto fatale, ma scopre che il pianeta è in realtà una massa vivente, una forma di vita aliena simile a un enorme cervello. I tentativi di neutralizzarlo non vanno a buon fine perché le articolazioni nervose, quando amputate, si autorigenerano. Non resta che utilizzare una bomba di antimateria.  Ma qualcuno si deve sacrificare.



Il film fa parte della quadrilogia Gamma 1 e negli Stati Uniti, uscito alcuni anni dopo, ha avuto una discreta accoglienza da parte del pubblico. Lo stesso non è avvenuto in Italia, dove spesso viene, tutt’oggi, considerato il più debole dei film di fantascienza di Margheriti. Come al solito venne girato con una povertà di mezzi e di tempo assoluta (i film della quadrilogia furono girati tutti in tre mesi) ma con grande fantasia e genio visionario. 



Se i primi quaranta minuti risultano decisamente noiosi (quasi interamente ambientati all’interno di stanze della base terrestre e corredati da inutili dialoghi oltre che da una antipatia notevole di Giacomo Rossi Stuart), una volta decollata l’astronave alla volta del Pianeta Errante, si assiste a una bella accelerazione del ritmo e della visionarietà. Definire le scene finali “lisergiche” non è assolutamente un azzardo. 



Anche per chi scrive, Il Pianeta Errante non è il miglior lavoro di Anthony M. Dawson (per chi non lo sapesse, è lo pseudonimo di Margheriti) ma se siete fan della fantascienza italiana del tempo che fu, il gioco senza dubbio vale ampiamente la candela.  



Curiosità numero 1: L’ aiuto regista di Margheriti per questo film - che è stato distribuito dalla Titanus - è Ruggero Deodato.

Curiosità numero 2: Il film in Italia è stato distribuito nelle sale dal 29 luglio 1966. Negli Stati Uniti è stato distribuito solo nel 1971, col titolo War Between The Planets


Curiosità numero 3: è considerato il primo vero precursore di una trama che sarebbe andata di moda molti anni dopo, trovando in Armageddon il blockbuster più noto. 



scritto da: Francesco Cortonesi


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