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KINGDOM  / IL REGNO (THE) - recensione

Titolo: KINGDOM / IL REGNO (THE)
Titolo originale: Riget
Regia: Lars Von Trier, Morten Arnfred
Interpreti: Ernst-Hugo Jaregard, Kirsten Rolffes, Soren Pilmark, Udo Kier, Ghita Norby, Annevig Schelde Ebbe
Anno: 1994

Trame segrete, fantasmi, possessioni e misteri avvolgono un antico ospedale di Copenaghen, dove il personale medico è più attento a sviluppare i propri loschi affari che alla cura pazienti.

 

Serial televisivo di successo uscito in italia in home video, rappresenta una delle opere più feroci, ironiche e inquietanti di Lars Von Trier, ma è anche un'opera di culto che ha influenzato i serial televisivi moderni, con un taglio cinematografico particolarissimo e una concatenazione di eventi avvincente e suggestiva. 

 

THE KINGDOM nasce come serial televisivo per la tv danese, una sorta di risposta dark al successo di E.R. e Twin Peaks. In realtà, del taglio televisivo, l'opera di Lars Von Trier non ne presenta neanche l'ombra visto che il geniale regista concepisce il tutto attraverso i dettami del suo dogma.

 

Von Trier (coadiuvato da Morten Arnfred) gira tutto con camera a mano, senza luci artificiali e riprendendo gli attori quasi in presa diretta. Il risultato è un film dilungato (quattro ore la prima serie) in cui lo spettatore può facilmente immedesimarsi all'interno dei bui corridoi di questo antico ospedale di Copenaghen soprannominato "Il Regno", nel quale si dipanano una serie di storie parallele che andranno via via concatenandosi nel brillante finale.

 

Troviamo la signora Drusse, una specie di Miss Marple del paranormale che indaga sulla presenza dello spettro della bambina Mary, che fu uccisa dal proprio padre (Udo Kier) attraverso cure mediche a base di vapori cloridrici contro la tubercolosi. C'è anche il grottesco e odioso Dottor Helmer (Ernst-Hugo Järegård), che cerca in tutti i modi di nascondere un errore commesso in sala operatoria che ha portato a danni celebrali permanenti una bambina.

 

Troviamo poi il dottor Krogshøj (Søren Pilmark), che ricicla il collirio per produrre cocaina e la fidanzata che sta sviluppando in modo incredibilmente veloce una gravidanza contratta con un uomo scomparso (e incredibilmente somigliante al padre di Mary).

 

L'intento di Von Trier, più che quello di realizzare un ottimo horror dai toni inquietanti, è quello di mostrarci dottori altamente negativi, capaci di farsi impiantare un fegato affetto da sarcoma epatico pur di ottenere il successo di una scoperta medica, medici impegnati in logge segrete, in riti voo doo o che staccano teste dai cadaveri pur di far colpo sulla bella dottoressa.

 

Insomma, un mondo di malasanità che cerca di tenere i suoi segreti celati, ma nel finale, ironico e allo stesso tempo terrificante, una visita a sorpresa del Ministro vedrà cadere tutti gli altarini ed il regista stesso, imitando il grande William Castle, si presenta al pubblico nei titoli di coda per annunciare che tutto questo non è la fine ma solo un nuovo principio.



scritto da: Alberto Genovese


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