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SCANNERS - recensione

Titolo: SCANNERS
Titolo originale: Scanners
Regia: David Cronenberg
Interpreti: Jennifer O'Neill, Stephen Lack, Michael Ironside, Patrick McGoohan, Lawrence Dane, Robert A. Silverman, Lee Broker
Anno: 1981

Il film che consacrò Cronenberg come una delle promesse del new horror anni' 80. Una feroce critica all'industria farmaceutica, in grado di generare mostri capaci di distruggere, incendiare, far esplodere crani grazie al potere della mente. Il regista canadese miscela sapientemente horror e fantapolitica con una trama da spystory. Un capolavoro intramontabile supportato da ottimi effetti speciali, da un grande Michael Ironside e dall'ottima Jennifer O'Neill.

 

Come nei precedenti Il Demone Sotto La Pelle, Rabid e The Brood, anche qui Cronenberg affronta il tema delle manipolazioni genetiche ad opera di medici senza scrupoli. Nello specifico, gli “scanners” sono persone dotate di potenzialità telecinetiche, in grado di penetrare nel cervello degli altri e manipolarlo a proprio piacimento, fino a farlo letteralmente esplodere, cosa che accade proprio nella scena più spettacolare del film, ancor oggi insuperata in quanto a livello di make up e impatto visivo, con Michael Ironside che interpreta (magnificamente direi) il malvagio Darryl Revok, scanner che fa scoppiare la testa di un medico durante un esperimento di lettura del pensiero.

 

Scopriremo in seguito che, a creare questi uomini “speciali” fu un farmaco prescritto alle partorienti nel dopoguerra, l’Ephemerol. A produrre il medicinale è una fabbrica gestita di nascosto da Revok stesso, che vuol creare un esercito di scanners ai suoi ordini per conquistare il mondo. L’unico in grado di fermarlo è Cameron Vale (Stephen Lack), reclutato dalla Consec (la società che ha attivato il progetto Scanners) per rintracciare tutti i suoi simili ancora in vita.

 

La trama, come si può leggere, è molto articolata, ma Cronenberg la realizza in maniera semplice ed essenziale, attraverso una sceneggiatura basilare ma allo stesso tempo lineare, che evita eccessi di dialogo, lungaggini e incongruenze. Il regista dà sfogo al suo estro visionario soprattutto nella scena del duello finale, che si conclude in maniera beffarda e sorprendente, mentre per il resto affida le manifestazioni del potere mentale degli scanners alle mimiche degli attori.

 

Se si deve cercare un difetto, possiamo notare che in SCANNERS manca un po’ del ritmo a cui siamo abituati in un certo cinema d’azione. Dobbiamo considerare però che siamo all’inizio degli anni’80 e non si trattava certo di una grande produzione. Inoltre Cronenberg è un regista che tende ad “umanizzare” l’horror, a farlo risalire direttamente dall’interno del nostro corpo o, come in questo caso, dai meandri della mente, creando una nuovo immaginario orrorifico che ha dato vita ad altri due blandi seguiti senza alcun motivo di interesse.

 

SCANNERS resta una pietra miliare che apre degnamente un decennio ricco di idee, quegli ormai lontani anni '80 pieni di classici. E pure questo è un grande classico, che mantiene fresco ed intatto il suo fascino ed i suoi contenuti di denuncia sociale, purtroppo più che mai attuali. 



scritto da: Alberto Genovese


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