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PERCHÉ IL DIO FENICIO CONTINUA AD UCCIDERE? - recensione

Titolo: PERCHÉ IL DIO FENICIO CONTINUA AD UCCIDERE?
Titolo originale: Tower Of Evil
Regia: Jim O' Connolly
Interpreti: Dennis Price, Bryant Haliday, Jill Haworth, Anna Palk, William Lucas, Anthony Valentine, Jack Watson
Anno: 1973

Un'isola su cui sarebbe ubicata un'antica tomba fenicia è teatro di un orrendo massacro. L'unica superstite viene rinvenuta in stato catatonico e sospettata di essere l'autrice della strage. Deciso a scoprire la verità, un detective privato si aggrega ad una spedizione archeologica diretta all'isola. Sangue, sesso e suspence per un thriller orrorifico dalle tinte forti. Discreto.

 

PERCHÉ IL DIO FENICIO CONTINUA AD UCCIDERE? è un esempio lampante della direzione presa dal cinema horror inglese negli anni '70. Sebbene non manchino riferimenti ai classici Hammer/Amicus (l’idea che i delitti siano legati al culto sanguinario di un’antica divinità pagana, la spedizione archeologica su cui grava la maledizione), il film prende una piega più razionale, legata agli stilemi del thriller orrorifico del periodo.

 

La mattanza iniziale della comitiva di giovanotti approdati sull’isola in cerca di svago non può non far pensare alla nascente moda dello slasher, nella franchezza con cui ricorre al sesso e alle situazioni blood & gore. E se anche il resto del film fa ricorso a scene truculente e di nudo, un ulteriore svecchiamento è rappresentato dalla caratterizzazione dei personaggi. Mancano infatti i modelli puritani che erano una costante nelle vetuste produzioni con Cushing e Lee; i membri della spedizione archeologica s’abbandonano alla lussuria e a meschinità assortite, divisi come sono da rivalità e infedeltà coniugali.

 

L’isola su cui si consuma il dramma è ritenuta maledetta, ma la sceneggiatura lascia pochi dubbi sul fatto che la malvagità umana porti più lutti e sciagure di qualsiasi anatema. La mancanza di mezzi è palese ma nell’insieme il film funziona, ha buon ritmo e la tensione non manca. I trucchi sono alquanto artigianali ma non privi di efficacia; discreti gli attori, anche se si avverte la mancanza di quei grossi nomi che hanno reso celebre l’horror britannico e che facevano ancora capolino in tante produzioni minori del periodo. 



scritto da: Corrado Artale


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