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SONNAMBULI (I) - recensione

Titolo: SONNAMBULI (I)
Titolo originale: Sleepwalkers
Regia: Mick Garris
Interpreti: Brian Krause, Alice Krige, Madchen Amick, Jim Haynie, Cindy Pickett, Ron Perlman, Lyman Ward, Dan Martin
Anno: 1992

Provincia americana e atmosfere anni '80 per questo ironico B-movie non privo di qualche sfumatura audace.
I fan di King solitamente detestano questo film, eppure tutto sommato non è così brutto.

 

Charles Brady e sua madre sono appena arrivati in paese. Nessuno sospetta che i due siano Sonnambuli, creature che si nutrono dell’energia vitale di giovani vergini e che temono solo i gatti.  Quando la situazione degenera e la loro natura prende definitivamente il sopravvento, la polizia del luogo cercherà di fermarli con ogni mezzo.

 

Lo sappiamo, Mick Garris è probabilmente uno dei registi più detestati dagli appassionati di cinema horror. Il fatto che abbia diretto numerose trasposizioni cinematografiche dei racconti del Re e che nessuna di queste abbia mai accontentato i gusti degli appassionati, lo fa apparire agli occhi dei più come un ammanicato che ha avuto nella vita la sola fortuna di essere amico del più grande scrittore dell’orrore degli ultimi trent’anni.

Sia come sia, qui Garris non se la cava malissimo e riesce a confezionare un onesto filmetto dal gusto retrò che di certo non esalta, ma neppure disgusta.  E’ vero, il ritmo non è travolgente e più di una volta si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un occasione sprecata, ma non dimentichiamo che lo script è dello stesso King e che a tutti è noto come le sue prove cinematografiche siano immancabilmente delle delusioni colossali.

Comunque ne I SONNAMBULI lo splatter non manca e il finale è anche piuttosto avvincente, se si è disposti ad accettare alcune cadute di gusto memorabili, come il celebre omicidio perpetrato con una pannocchia di granturco.

Gli attori poi non se la cavano malissimo e Alice Krige, nei panni della madre di Charles, ha un certo fascino perverso che lascia il segno. In definitiva un film non bello, ma buono per essere visto in una calda notte d’estate in compagnia di amici, birra e pop corn. Perché no?

Curiosità: nel film, oltre allo stesso King, compaiono in un breve cammeo anche Joe Dante, Tobe Hooper, John Landis e Clive Barker.



scritto da: Francesco Cortonesi


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