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COVENANT (THE) - recensione

Titolo: COVENANT (THE)
Titolo originale: Covenant (The)
Regia: Renny Harlin
Interpreti: Steven Strait, Laura Ramsey, Sebastian Stan, Taylor Kitsch, Chace Crawford, Toby Hemingway, Jessica Lucas
Anno: 2006

Quattro bellocci palestrati sono discendenti di altrettante antiche famiglie dotate di poteri magici. Le casate condividono da secoli un patto segreto, concordato per difendersi dai cacciatori di streghe. L’arrivo del discendente di una quinta famiglia sconvolge le tranquille esistenze dei protagonisti. THE COVENANT è un teen horror dai toni soprannaturali piuttosto insipido e superficiale.



Premessa d'obbligo: THE COVENANT è un prodotto pensato e confezionato per un target marcatamente adolescente. La storia è ambientata ai giorni nostri, dove quattro ragazzi che frequentano la high school vivono una vita divisa tra la normalità e i problemi legati all’utilizzo di poteri sovrannaturali. Il "Bene" contro la seduzione del "Male" insomma, in una contrapposizione che prova solo minimamente a sfidare scontate divisioni manicheiste.

 

I personaggi sono sviluppati miseramente, soprattutto dal punto di vista psicologico, perché per far presa sulle masse di adolescenti bastano un fisico curato e un faccino da bel tenebroso... Almeno così sembrano pensarla i produttori!

 

La sceneggiatura è carente di inventiva e ispirata molto più allo stile del serial televisivo piuttosto che alle produzioni per il grande schermo: mi riferisco a Buffy, Angel o Streghe, per esempio. Insomma, è tutto lasciato cadere con noncuranza e anche l’adagio fumettistico, che vorrebbe che da un grande potere derivino grandi responsabilità viene liquidato velocemente, assimilando l’uso della magia all'assunzione di una droga, che lentamente consuma e invecchia il corpo fino a rendere irriconoscibili.

 

Più che a un classico film dell'orrore siamo di fronte a un esempio di cinema d’azione di livello videoludico (basti vedere la scena del combattimento finale con i suoi ripetitivi effetti speciali digitali), che in alcuni casi potrà anche risultare divertente ai fini di un'ora e mezza di svago, ma che molto più spesso stanca e sa di già visto.



scritto da: Michele Triboli


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